L'angolo del Sereni

mercoledì 12 dicembre 2018

POETI IN GUERRA, COME UNICA ARMA...UNA PENNA

Un calligramma di Apollinaire
– “Et moi aussi, je suis peintre!” (anch'io posso essere pittore!) è stato il motto ricorrente nel nostro percorso.

Un cammino iniziato nel mese di novembre, e guidato con sapienza dalle docenti Pirani Lauretta e Clerici Monica, che teniamo a ringraziare già da ora.

Si è trattato di un progetto molto delicato, volto al ricordo di due grandi artisti perché, per scovare del bello, nell'assurdità della guerra, solo così si può essere definiti. Parlo di Giuseppe Ungaretti e Guillame Apollinaire, uomini così distanti, all'apparenza, talmente lontani e differenti, accomunati però da quel fucile che imbracciavano ogni giorno, fin dallo scoppio della Grande Guerra.

La parola più utilizzata, durante le ore di studio, non è stata però “morte”, prima conseguenza del combattimento, ma al contrario “libertà”. Libere, come le parole che appuntavano su “quei foglietti: cartoline in franchigia, margini di vecchi giornali, spazi bianchi di care lettere ricevute”.

Parole che, di primo acchito, risultavano come in disordine ma che, ad una seconda e più accorta occhiata, andavano a formare veri e propri disegni, capolavori che uniscono arte e parole: i calligrammi, nel caso di Apollinaire.
Guillame Apollinaire
Gli stessi che abbiamo voluto riprendere con cura, studiare e approfondire, per permetterci successivamente di recitarli, dinanzi ad un pubblico.

Tutto ciò ha avuto luogo la sera del 30 novembre, presso il Palazzo Comunale di Luino.

Abbiamo avuto il piacere di condividere il palco con alcuni ragazzi provenienti dall'Istituto B. Luini, e l'onore di essere accompagnati dalla voce e dalle parole della poetessa Adriana Gloria Marigo.

Il compito affidatoci non è stato semplice, ma posso assicurare che lo scrosciare di applausi a fine serata ha spazzato via tutta la stanchezza accumulata in quel mese.

Il risultato più importante, ovvero mettere al centro la parola poetica, lasciarla libera di esprimersi, di viaggiare e portare un messaggio, è stato ottenuto brillantemente, e per questo un ringraziamento speciale è riservato alla Signora Simona Fontana, che con il suo appoggio dolce ma sempre
Giuseppe Ungaretti
discreto, è riuscita a tirare fuori il meglio da ognuno di noi.

Come recitava Ungaretti “di questa poesia, mi resta, quel nulla, d'inesauribile segreto”: confidiamo che un pizzico di magia sia rimasta nel cuore di ciascun spettatore.

– Soligo Martina (3ALF).

"Donna sicura" a Maccagno: un evento di grande interesse

Venerdì 16 Novembre abbiamo avuto il piacere di partecipare alla realizzazione di un evento di “Donna Sicura”, tenutosi al punto d'incontro di Maccagno con Pino Veddasca.

In cosa consiste “Donna Sicura”?
“Donna Sicura”, nata nel 2009 per volontà di un gruppo di amiche che sentivano la necessità di aiutare altre donne, opera a Luino, Travedona Monate e Sesto Calende.
Questa associazione è un centro antiviolenza che si occupa prevalentemente di accogliere le donne vittime di violenza di genere (una forma di violenza nei confronti di una donna, in quanto donna). Inolte questa associazione organizza incontri di formazione-informazione rivolti agli studenti e alle studentesse delle scuole medie, superiori e università.
Le donne vengono accolte senza giudizio, nell'anonimato e non hanno l'obbligo della denuncia.
Le donne che subiscono violenza come molestie verbali, violenze psicologiche, economiche, fisiche e sessuali, per ricevere assistenza, possono chiamare il seguente numero telefonico: +393401548441

Come si è svolta la serata?
Noi tre ragazze, durante la serata, abbiamo collaborato all'incontro leggendo dei brevi frammenti delle poesie di Saffo (qui sotto riportati) e  introducendo le poetesse contemporanee, Cristina Campo, Dorothy Parker e Amelia Rosselli. Queste grandi figure femminili del '900 si sono immerse nel loro tempo ma senza adeguarsi allo spirito della loro epoca, l'hanno sfidata usando la poesia come mezzo espressivo e di vita.

Cosa ci è rimasto di questa serata?
Innanzitutto la conoscenza di una realtà delicata e importante come la violenza di genere e il ruolo della donna nella società. Altrettanto emozionante è stata la scoperta della pungente poesia al femminile.

Frammenti di Saffo

1- introduce Amelia Roselli
Venisti, bene facesti, io ti bramavo, portasti refrigerio nel mio cuore ardente di passione

2- introduce Dorothy Parker
“Tramontata è la
luna
insieme alle Pleiadi
la notte è al suo mezzo
il tempo passa
io dormo sola.”

3- introduce Cristina Campo
Come quella dolce mela rosseggia in cima al ramo, alto sul ramo più alto: e se ne scordarono i coglitori di mele, anzi, non se ne scordarono, ma non riuscirono a raggiungerla.

Tiffany Talamona (2BL)




LE LUMINARIE DI NATALE AL LICEO

La Preside vieta le decorazioni e gli studenti rispondono tramite un sondaggio su Instagram:

- Okay, magari le lucine erano un po’ troppo, ma almeno qualche decorazione.-

- I problemi seri vengono sempre ignorati, mentre queste cavolate trovano sempre attenzione-

- Non va il riscaldamento in molte aule, mi sembra un problema più grave-

- Per le lucine capisco il discorso di sicurezza, ma le palline e gli alberelli sicuramente non ci sarebbero caduti in testa-

La Preside però ha trovato anche qualche sostenitore:

- Secondo me non è stato sbagliata come azione, si stava esagerando.

Secondo il sondaggio, solo 5 persone su 54 persone appoggiano l’intervento della Preside.

E voi cosa ne pensate? Commentate sui social e inviateci le foto che siete riusciti a scattare alla vostra classe prima del divieto.

La Redazione

Siamo stati per mesi con un banco senza viti in classe; dal muro della palestra, dove ci sono le parallele, si staccano pezzi di intonaco; l’acqua calda manca nella scuola da quando ero in seconda. Posso capire che ci siano dei divieti sulle decorazioni natalizie collegate all’impianto elettrico o messe sulla Lim, c’è il rischio di cortocircuiti e incendi. Non riesco però a capire che pericolo possano rappresentare dei festoni sulle lavagne di ardesi o un presepe appoggiato sulla cattedra. A scuola noi studenti viviamo quasi metà della nostra giornata, non vedo dove sia il problema con gli addobbi innocui. Se dovessimo eliminare ogni potenziale forma di pericolo, allora dovremmo togliere anche orologi, crocifissi, cartelloni e qualsiasi altra cosa presente nelle aule e nei corridoi. Sono sicuro che l’obbligo di togliere gli addobbi sia stato imposto in buona fede, la Preside ha solo applicato una regola, ma non condivido questa scelta. Sono in questa scuola da anni e ho visto problemi ben più gravi, ce ne sono e lo sappiamo tutti. Non capisco il senso di privarci di quel poco di atmosfera natalizia che possiamo creare in questo posto dove noi studenti viviamo.

Federico Grilli 5^ A

venerdì 7 dicembre 2018

"L’angolo del Sereni": libero e contro le fake news

A confutazione delle recenti notizie diffuse dalla pagina Instagram “Sereni news”, ci permettiamo di pubblicare, rendendo quindi visibile a tutti, la normativa riguardante il calendario scolastico, unitamente alle decisioni prese nella riunione tra i Dirigenti Scolastici del territorio dello scorso Aprile, con l’intento di smentire le notizie diffuse e di sottolineare come questo spazio di scrittura, il nostro blog, non sia censurato, ma si proponga semplicemente di non diffondere “fake news”.

Si noti che le decisioni sul calendario scolastico 2018/2019 non dipendono totalmente dalla scuola, ma devono rifarsi alle indicazioni della Provincia e della Regione e devono essere approvate anche dagli enti territoriali, come i servizi di trasporto. Il calendario, che condividiamo con l’ISIS, fa quindi riferimento alle disposizioni che seguono.

Con nota Prot. N. 2225 del 23.04.2018, l’USR per la Lombardia ha confermato per l’a.s. 2018/2019 il calendario scolastico regionale permanente, approvato con la deliberazione n. IX/3318 della seduta del 18/04/2012 della Giunta della Regione Lombardia; in particolare:
×Inizio delle lezioni: 12 settembre 2018;
×permangono stabilite le festività nazionali ed i tradizionali periodi di chiusura natalizi, pasquali e di carnevale, così come il termine delle lezioni in data 8 giugno 2019.

Il calendario scolastico per l’anno 2018/19 deve essere adottato dal Consiglio di Istituto, ai sensi del D.Lgs 112/1998 e della L.R. n. 19/2007.

La deliberazione della Regione Lombardia prevede che le istituzioni scolastiche possano disporre adattamenti del calendario scolastico e “qualora l’adattamento comporti sospensione delle lezioni, nel limite massimo di tre giorni annuali, è necessario un preventivo accordo con gli enti territoriali competenti ad assicurare i servizi per il diritto allo studio”.

La Provincia di Varese, con nota del 23 marzo 2018, ha comunicato che con delibera presidenziale n. 47 del 23.03.2018 è stata approvata la sospensione delle lezioni nei seguenti tre giorni:
×2-3 novembre 2018;
×24 aprile 2019.
In tali giornate non sarà funzionante il servizio di trasporto scolastico pubblico.

In data 10 aprile u.s. si è svolta una riunione presso il Comune di Luino tra i Dirigenti Scolastici del territorio, durante la quale è stato concordato un calendario condiviso, che prevede la sospensione delle lezioni per il Liceo e per l’ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” nei medesimi tre giorni:
×2-3 novembre 2018;
×24 aprile 2019.

Con questo articolo, ricordiamo infine a tutti che il nostro Blog (che da anni non è più cartaceo!!)  si intitola "L'Angolo del Sereni", e ci dissociamo rispetto a quanto viene scritto dal "Sereni news". 

La redazione

mercoledì 5 dicembre 2018

Intervista al rappresentante d'Istituto, Nicolò Cobianchi

Giovedì 27 novembre, noi della Redazione abbiamo avuto il piacere di intervistare uno dei nostri rappresentanti di istituto: un neo candidato, alle prime armi ma molto sicuro di sé e con tanta voglia di parlare: Nicolò Cobianchi.

Irene: Prima di tutto: il nome della lista e il suo significato.
Nicolò: Il nome della lista è: “In Student We Trust”.
Questa è una frase molto celebre ripresa della banconota del dollaro, dove troviamo scritto “In God We Trust”: è una sorta di provocazione, sta a significare che qualsiasi cambiamento deve partire da noi studenti.
Perché siamo noi la parte integrante della nostra scuola.
Perché se non c'è la mobilitazione da parte nostra, non si può ottenere nulla.

I: Quali sono i vostri progetti?
N: Come prima cosa cercheremo di fare da collante tra gli studenti e il Consiglio d'Istituto. In primo piano cerchiamo di migliorare le assemblee; istituire e scegliere un tema che venga trattato precedentemente in classe con  professori e compagni e poi in assemblea, così da creare un dibattito attivo e non le solite assemblee statiche.
Poi la scuola aperta fino alle 13:00 per i ragazzi del biennio che devono, magari, aspettare a lungo l'autobus per il ritorno.
Un'altra idea è quella di creare un progetto di “composizione”, dove verranno coinvolti studenti, esperti di musica ed anche appassionati per realizzare, tutti insieme, una canzone.
Cercheremo di proporre le competizioni sportive anche a livello provinciale insieme a vari istituti. Un'altra proposta, sempre a livello competitivo, è quella di proporre delle “gare” di poesia e fotografia, mirate a sviluppare attitudini e talenti di tutti noi e per creare una sana competizione non solo a livello sportivo.
Tra le varie altre proposte ci sono la felpa della scuola, l'annuario e il ballo di fine anno; abbiamo anche il ballo d'inverno.

I: Cosa ti ha spinto a candidarti e come è nata questa lista?
N: L'idea è nata da me, poi ho chiesto a Martina di affiancarmi in questo percorso, ne abbiamo parlato ed eccoci qua.
Credo che la cosa che mi abbia spinto a candidarmi sia il mio interesse  per la politica, che viene intesa come un mondo distante da noi, com'è talvolta la scuola, è ciò è sbagliato: bisogna diventare  parte integrante di essa.
Ora, non voglio entrare in consiglio e stravolgere l'istituto, qualsiasi cambiamento sarà ponderato e graduale.

I: Questo è un compito gravoso ed impegnativo: credi di esserne all'altezza?
N: Sì, assolutamente.

I: Come valuti gli altri rappresentanti d'istituto?
N: Fino a poco prima dell'assemblea non li conoscevo, mi sembrano entrambi molto validi e desiderosi di lavorare e collaborare.
Lorenzo mi è sembrato una persona intraprendente e sicura di sé, mentre Francesca mi è sembrata una personalità forte e decisa.

Irene Brioschi,3BL





Pauline: una compagna francese per tre settimane in 4D

Ciao, sono Pauline e sono venuta a studiare in Italia, presso il liceo di Luino, la scuola di Isabella, la mia corrispondente italiana. Avevo già seguito i corsi in Italia perché avevo fatto uno scambio con la scuola media di Isabella. Dunque avevo già un' idea dell'ambiente e dei corsi. Tuttavia, tra la Francia e l'Italia, il modo di insegnare e studiare è molto diverso.

Innanzi tutto, i corsi sono differenti. Infatti, i corsi italiani sono più magistrali rispetto a quelli in Francia. E' piuttosto il professore che parla, e gli alunni scrivono, seguendo con il loro libro. In Francia, i corsi sono  un po' diversi. Noi facciamo, per esempio, degli esercizi in classe, o anche, il professore può mettere sulla Lim il testo da scrivere. Poi, in Italia, ci sono le interrogazioni, che si fanno con 3 o 4 alunni e che durano 45 minuti circa, in tutte le materie. In Francia si fa solo con i professori che lo desiderano. Inoltre questo si fa con solo un alunno, e dura 10 o 15 minuti. Un'altra cosa molto differente sono le insufficienze. In Italia, se ne hai una, non puoi andare nella classe superiore, sei bocciato. Invece in Francia, puoi avere delle insufficienze, ma non necessariamente puoi essere bocciato. Inoltre, in Francia,
generalmente, c'è una distanza tra i professori e gli alunni, dal punto di vista degli insegnanti. In Italia, i professori sembrano più vicini agli alunni. Questa distanza è forse utile durante i corsi perché gli alunni rispettano il professore. Ma, fuori dei corsi, è anche bene poter parlare con gli insegnanti senza questa distanza.
Anche il ritmo scolastico è diverso: in Italia ci sono i corsi solo la mattina. In Francia, si mangia alla mensa, a scuola.
Dunque, questa esperienza al liceo mi ha permesso di avere altre abitudini e anche di scoprire le caratteristiche dei corsi.

All' inizio era difficile cambiare il ritmo, ma visto che sono già stata alcune volte a casa di Isabella, conoscevo la sua famiglia e un po' il suo modo di organizzare la giornata. Questa esperienza mi ha fatto crescere e riflettere. Ho anche scoperto delle cose molto interessanti durante i corsi, dei nuovi punti di vista. Infatti, le materie sono differenti rispetto a quelle che studio in Francia, come l'arte o le scienze umane; ma mi sono piaciute.
Inoltre, un punto di vista che cambia moltissimo tra la Francia e l'Italia è la religione. Infatti i corsi di religione in Francia non esistono. Tuttavia, in Francia abbiamo l'EMC (Educazione Morale e Civica) che è insegnata dal professore di storia e geografia. L'EMC assomiglia molto ai corsi di religione, ma senza il punto di vista di una religione in particolare. Il professore non dà neanche il suo punto di vista religioso e politico. E sono stata sorpresa che degli alunni pensassero che c'era anche religione in Francia. Anche il fatto di avere un santo per gli studenti, San Tommaso, mi ha sorpreso. Poi, la messa in Francia  e in Italia non è veramente differente, solo che in Francia, forse, cantiamo di più durante la messa. Inoltre, in Italia ci sono molto più spesso delle messe, e con più gente. Rispetto alla religione, c'è un'altra cosa che mi ha colpito: le immagini di Dio, di Gesù Cristo nei luoghi pubblici. Infatti, in Italia si vede l'importanza della religione. Tuttavia, in Francia, nelle scuole private, la religione può essere presente con degli immagini, o delle ore di religione.

Globalmente, mi sono trovata bene in Italia, in questo liceo, nella casa di Isabella. Non ho avuto
molto tempo per visitare questa regione, ma la trovo bellissima. Inoltre, l'estate scorsa ero già stata qui, dunque ho potuto vedere un po' questi luoghi. E' bellissimo avere il lago e le montagne vicino al liceo. E come mi aspettavo, le tre settimane sono passate velocemente, ma non ho potuto stare più di tre settimane a causa della maturità che ho alla fine di quest'anno. Sono state tre belle settimane. Penso che solo quando tornerò in Francia, capirò a fondo il significato di questa esperienza stupenda.

Pauline Trisson-Chieux (4D); fotografie di Chiara Penzo (4D)

"Fisica sognante"

Sabato 1 dicembre, le classi terze sia di Laveno sia di Luino dell'indirizzo Scienze Applicate hanno assistito allo spettacolo "Fisica Sognante".

Lo spettacolo è durato 1 ora e 15 minuti e consisteva nel mettere in evidenza i collegamenti presenti tra la fisica e la giocoleria.

Gli attrezzi che sono stati usati sono palline, clave, cerchi, mattoni da giocoliere, monociclo e diablo, mentre gli argomenti che sono stati spiegati sono l’equilibrio, il moto parabolico, la caduta libera, la rappresentazione matematica, l’attrito ed i principi di conservazione.

Federico Benuzzi, attore, professore e giocoliere, affronta la tematica della fisica in modo molto divertente e  leggero, prendendo in considerazione situazioni quotidiane per spiegare la fisica.

Inoltre, ci ha fatto veramente sorridere e ridere con le sue battute (si vedeva improvvisate!)
Lo spettacolo mostra veramente come da una semplice cosa si può giungere a delle conclusioni importantissime.

Questa esibizione porta a pensare e a sognare in tutti gli ambiti e non solo nella fisica, contrariamente al titolo.

Allego qui il link di un video dello spettacolo (non quello a cui abbiamo partecipato noi, ma sempre di "Fisica Sognante")

https://youtu.be/1lQ1QzO-Byo

http://www.federicobenuzzi.com/lavori/divulgazione/fisica-sognante/?subscribe=success#blog_subscription-3

Leen Khankan (3B Laveno)

mercoledì 28 novembre 2018

L'Assemblea di Istituto per la presentazione delle liste

Anche quest’anno, come di consueto, presso il Liceo Scientifico Sereni di Luino si è tenuta l’Assemblea d’Istituto finalizzata alla presentazione delle liste dei rispettivi candidati e dei programmi degli stessi.

La prima parte dell’assemblea, della durata di due ore, è stata riservata agli alunni del biennio; la seconda parte dell’incontro ha visto riunite le classi del triennio.

Martina Ceraudo e Nicolò Cobianchi, esponenti della lista “In Students We Trust”, hanno esposto per primi le strategie da mettere in campo, sottolineando l’importanza dello “studente” all’interno della scuola, non solo per ciò che riguarda l’aspetto didattico, ma per tutte quelle attività ed interessi coltivabili nell’edificio scolastico: tornei sportivi, annuario della scuola, ballo di fine anno e ballo invernale; infine è stata proposta la possibilità di autorizzare gli studenti del biennio a poter sostare nell’edificio scolastico nei giorni in cui le lezioni terminano alle ore 12:00, orario che non permette di gestire le coincidenze con i mezzi di trasporto pubblici.
La lista “Noi per Voi” di Francesca Canestra ha invece proposto la “formula” del Club come sistema di aggregazione ed approfondimento di temi vari, che permettano agli studenti di confrontarsi e condividere interessi comuni, dalla passione per la lettura, a quella per il cinema o la musica.

Anche per la Canestra gli studenti partecipano attivamente alla vita nella scuola creando momenti o giornate dedicate alla creatività o a temi specifici, secondo il “modello” di scuola statunitense.
Per ultima ha esposto la lista “State Sereni”, rappresentata da Lorenzo Conti, attualmente rappresentante d’istituto della sede di Laveno Mombello. I punti principali trattati dall’ultima lista hanno riguardato l’organizzazione di momenti di divertimento e svago tra cui “il ballo di fine anno” e l’intenzione di realizzare anche la “festa di Natale”; non da ultima la proposta di affiancare con dei “tutor” i ragazzi del biennio nelle materie in cui dovessero trovare particolari difficoltà; la collaborazione tra studenti del triennio e del biennio potrebbe essere utile ad entrambi sia dal punto di vista didattico sia per il risparmio economico per chi solitamente si appoggia a lezioni private.
Una volta terminato di esporre il programma, i futuri rappresentanti hanno lasciato spazio a interventi e domande, da parte degli studenti presenti, che hanno permesso di approfondire meglio i temi trattati e inserito nuove argomentazioni su cui discutere; particolare attenzione è stata data alla regola sul permesso di entrata e uscita durante l’orario scolastico, argomento che sicuramente verrà approfondito nelle riunioni successive.
In attesa di vedere i nostri nuovi rappresentanti all’opera, possiamo confermare che le idee di partenza fanno ben sperare.

Alice Puricelli e Alida Rampinelli (1A) Fotografie di Gianmarco Maffioli (3C)

"Nato per l'acqua", l'ultimo libro del prof. Davide Di Giuseppe

Giovedì 22/11 abbiamo intervistato il professor Davide Di Giuseppe, autore di un nuovo libro intitolato "Nato per l'acqua", scritto con la collaborazione di Federico Morlacchi che è campione paralimpico di nuoto.

"Nato per l'acqua" è un libro molto coinvolgente, che nasce dopo un incontro del professore con Federico durante una trasmissione radiofonica; l'idea nasce per il fatto che l'atleta rivela di non sentire il peso della sua disabilità, ma di trovarsi  a suo agio nel suo elemento, l'acqua. Ed è proprio ciò che incuriosisce il professore.

Il libro era nato con l'idea di essere pubblicato subito dopo le olimpiadi di Rio del 2016, ma la sua stesura si è portata avanti per ben quattro anni, quindi fin  dopo il mondiale. Parla della vita di Federico e di come lui abbia affrontato la sua disabilità riscattandosi attraverso lo sport. Difatti ha dato inizio alla sua carriera fin da piccolo, poiché già innamorato del nuoto.

Il professore ci ha confessato la grandissima difficoltà e la tensione nello stare ai ritmi di Federico, che ha avuto diversi impegni nel corso della stesura. Inoltre una parte che lo ha particolarmente colpito è stata il momento di confronto e lungo dialogo con la sua famiglia. Un aspetto molto positivo di scrivere un libro, secondo il professore, è che questo diventa quasi come un figlio: "Lo vedi crescere e formarsi, ma poi lo devi lasciare".

Dopo la presentazione nell'Aula Consiliare di Luino, sabato scorso è stata la volta di Milano, presso l'Acquario civico, con l'introduzione di Antonio Rossi, assessore alla sport per la Regione Lombardia. Un grande successo per un libro che parla di vita vera e di riscatto attraverso lo sport: un esempio per tutti noi!

Lorena Esposito (3D) e Federico Grilli. (5A)

Non solo "femminicidio", ma "omicidio"

Approfittando della giornata del 25 novembre, ho pensato di scrivere questo articolo per condividere la mia modesta opinione sul femminicidio.
Qualche settimana fa mi è capitato di vedere un programma su Rai 2, “Amore criminale”, che racconta appunto storie di femminicidio. Mi sono soffermato sul canale perché ho intravisto una faccia nota, il nonno di un’amica di mia sorella, quindi mi sono incuriosito. La storia di quella sera parlava di un omicidio avvenuto a Mombello, a poche centinaia di metri da casa mia. Era la metà di luglio del 2016 e ricordo che qualche giorno dopo ero passato davanti al luogo del delitto per rientrare a casa, ma sapevo poco di quel fatto e delle sue cause. Quello che mi è stato raccontato da amici, parenti e conoscenti però non è stato del tutto uguale a quanto raccontava la televisione. Conoscevo molto poco l’assassino e marito della donna, ma so che era una brava persona, mentre lei era, a detta di tanti, molto autoritaria. La televisione ha passato, non so se volontariamente, un messaggio opposto, ha fatto sembrare lui un bugiardo e lei una sottomessa. Da quel che so, lei aveva quasi portato lui alla pazzia. Secondo la Rai, lei è stata una vittima innocente, senza alcuna colpa nella degenerazione del loro rapporto. Non mi schiero assolutamente dalla parte dell’assassino, un omicidio è sempre un omicidio e come tale va condannato sempre. L’unica cosa che non capisco è perché debba esserci questa volontà di distinguere il sesso della vittima, dando un nome diverso all’omicidio di una donna rispetto a quello di un uomo, dato che si parla sempre di una persona.

Federico Grilli 5^A

mercoledì 21 novembre 2018

Un'importante iniziativa

La Prof.ssa Antonella Sonnessa dialogherà con l'autrice; Marta e Sofja leggeranno alcuni brani. Non mancate!!!

Un incontro speciale per il Liceo di Laveno

Mercoledì 14 Novembre, le classi 3A e 3B di Laveno sono andate ad incontrare Sarcel, un rifugiato politico proveniente dal Camerun.
Per chi non lo sapesse, il Camerun è uno stato situato nella parte settentrionale dell'Africa centrale. Confina a nord-est con il Ciad, a est con la Repubblica Centrafricana, a sud con la Repubblica del Congo, il Gabon e la Guinea Equatoriale, a nord-ovest invece con la Nigeria.
Dopo averci introdotto il Camerun e spiegato non solo la geografia, ma anche la cultura, Sarcel ha cominciato a raccontarci la sua storia.
Sarcel proviene da una famiglia militare: da giovane, non essendo d'accordo con il regime dittatoriale del Camerun, decise di protestare e fuggire dal Camerun.

Dopo un lungo e logorante viaggio attraverso la Libia, arrivò in Italia.
Sotto l'organizzazione dell'Agrisol, Sarcel riuscì a ricostruire la sua vita.
Adesso vive a Laveno e lavora a Cerro, ha finito le scuole medie l'anno scorso e sta cercando una scuola serale da frequentare.
La storia di Sarcel è una storia che è stata difficile da raccontare.
È stato molto coraggioso perché ha rifiutato di fare ciò che non riteneva fosse giusto, anche se decidendo così ci sarebbero state delle conseguenze molto serie.
Sei anni fa, una persona ha deciso di combattere contro ciò che è sbagliato.
Oggi, dovremmo fare la stessa cosa noi.
Non dobbiamo lasciarci intimidire.
Noi siamo la nuova generazione.
Noi dobbiamo imparare a combattere contro la più piccola delle ingiustizie commesse.
Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno!

(Leen Khankan 3B Lav)

SI VOLA IN AFRICA

Dopo aver partecipato ad un’assemblea proposta dal nostro istituto, 6 ragazzi del liceo hanno intrapreso un’ esperienza di alternanza tutta nuova: collaborare per due settimane con un’associazione missionaria in Africa (GIM), con il supporto della professoressa Mariella Martorna: dopo tanto impegno, ricerca, e preparazione, il 27 ottobre sono decollati per il continente.
Noi del giornalino, non potevamo certo perdere l’occasione per intervistarli, per conoscere e raccontarvi la loro esperienza.

Giornalino: Chi vi ha accolto appena atterrati, e quali sono state le prime impressioni che avete avuto?

Intervistati: il viaggio in totale è durato 10 ore, con tutti i confort. All’aeroporto del Cairo eravamo un po’ intimorite, ricevevamo sguardi pesanti, eravamo bianchi (mosunco), la temperatura era alta e il fuso orario ci aveva un po’ destabilizzato; ad accoglierci è stato padre Walter, che si è preso cura di noi e ci ha mostrato una faccia dell'Africa a noi sconosciuta.

G: Cosa avete apprezzato della missione ?

I: Ci ha colpito molto l’unione familiare che impronta la società: tutto ruota attorno alla donna, è lei che si occupa del lavoro e dell’accudimento dei figli. Alcuni bambini vanno a scuola ma non è un’opportunità per tutti e spesso corrisponde a un pasto ( l’unico della giornata a base di fagioli), non ha come focus l’insegnamento ma il togliere i bimbi dalla strada.

G: Cosa non vi aspettavate?
I: Non siamo partiti con aspettative precise, ma nella nostra valigia abbiamo messo molti materiali che abbiamo potuto acquistare anche grazie ai fondi donati dati dai ragazzi del liceo. Uno dei grandi problemi che abbiamo potuto constatare durante il soggiorno, oltre alla mancanza di farmaci e di cibo, è stata la forte problematica dell’ alcool che, meno costoso dell’acqua, viene consumato senza ritegno anche dai bambini.
Abbiamo lavorato molto manualmente: dipinto, costruito, aggiustato tubature, ci siamo affiancati alla popolazione, siamo stati in ascolto di un popolo che, a differenza nostra, vive il giorno e il presente senza aspettative per il futuro.

G: Grazie per il tempo che ci avete dedicato: c’è un sito in cui possiamo leggere e vedere la vostra bellissima esperienza ?


I: Certo, abbiamo un blog nel quale potrete guardare, giorno per giorno, la nostra alternanza e i miglioramenti che abbiamo apportato. Inoltre abbiamo creato una pagina Instagram dove potete vedere le nostre foto: ci teniamo molto a sensibilizzare i nostri pari su questo tema che abbiamo tanto a cuore.
Ci teniamo a dire a tutti i ragazzi che frequentano il nostro liceo che l’interesse e l’impegno permettono la realizzazione di grandi progetti.

Ringraziamo per la collaborazione i ragazzi della 4 U delle Scienze Umane che si sono messi a nostra disposizione: Ilaria Notari, Christian Ferrari, Chiara Cipolletta, Martina Ferrari, Giulia Di Marco, Damiano Todaro.

https://ugandanamalu.wixsite.com/uganda/blog/

@dalla_commozione_all_azione

Isabella Parodi e Maria Giulia Follo (4D)

mercoledì 14 novembre 2018

L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO DELLA 4B: IL DIARIO INEDITO DI SERGIO BRUSA PASQUE’: “LA SCELTA”

Sabato 10 novembre, presso la Sala consiliare del Comune di Luino, si è tenuta la presentazione dell’Alternanza scuola lavoro della 4B.
Di fronte ad una sala gremita, Federico e Niccoló, disinvolti e capaci come navigati presentatori, hanno introdotto i lavori di un’esperienza eccezionale: la presentazione del diario inedito dell’Ing. Sergio Brusa Pasqué, che sarà in vendita da gennaio.
Federico ha presentato il
protagonista di questa vicenda: Sergio Brusa Pasqué proveniva da una famiglia che aiutò ebrei ed anti-fascisti a fuggire e fu costretto all’età di 19 anni a rifugiarsi in Svizzera perché ricercato dalle milizie fasciste. In seguito divenne il capo della Resistenza di Varese e scrisse un diario, che rimase nascosto finché la figlia Elena e i nipoti decisero di pubblicarlo, dopo un lungo lavoro di "decifrazione" (la grafia era minutissima) e di tagli (le pagine erano numerosissime), portato avanti grazie all’aiuto del giornalista Giannantoni.

Dopo il saluto delle autorità, il presidente degli Amici del Liceo Nunzio Mancuso e il Sindaco Andrea Pellicini, la Dirigente Maria Luisa Patrizi ha preso la parola, elogiando il lavoro di alunni e insegnanti e ricordando che nel nostro Liceo il lavoro di Alternanza assume un ruolo significativo ed esemplare, grazie alla regia della responsabile, Prof.ssa Silvia Sonnessa, e della sua collaboratrice, Dott.ssa Gertrude Corsaro.

In seguito Federico ha invitato alcune sue compagne a leggere stralci tratti dal Diario: di grande impatto emotivo è risultato quello di Martina, che ha ricordato in prima persona la fucilazione di un amico di Sergio: di fronte al plotone di esecuzione nazista, con il terrore nel cuore e lo sguardo fisso al cielo, questo partigiano è riuscito a salvarsi perché il ragazzo vicino a lui, un inglese, trafitto dalle pallottole, gli è caduto addosso, riparandolo da colpi mortali. Ferito al fianco e ad un braccio, è rimasto svenuto per ore; poi, quando si è reso conto che era ancora vivo e che i soldati se ne erano andati, è fuggito ed è stato aiutato da alcuni contadini che abitavano lì vicino. La figlia di Brusa Pasqué, riprendendo in seguito l'aneddoto, ha detto che questo ragazzo, diventato adulto e primario di Ginecologia all’ospedale di Varese, raccontava sempre che forse si era salvato perché nella sua carriera aveva fatto nascere migliaia di bambini, e quindi la sua vita era stata considerata preziosa come dono per la vita degli altri.


Infatti, in seguito, i nostri presentatori hanno introdotto gli ospiti della serata: la moglie, la figlia Elena di Brusa Pasqué, il giornalista Federico Bianchessi e il regista Mauro Campiotti, che a breve inizierà i lavori di un film dedicato ad un grande amico di Sergio: Calogero Marrone. Questi, impiegato nel comune di Varese, creò moltissimi passaporti “veri/falsi” (falsi nelle generalità, veri perché scritti nell’anagrafe del Comune) per salvare altrettanti ebrei e dissidenti: fu però denunciato alle autorità e finì i suoi giorni nel campo di concentramento di Dachau.

La figlia Elena ha ricordato il lavoro di ricostruzione del Diario, non a caso intitolato “La scelta”: la scelta tra l’indifferenza e l’impegno, tra la grigia quotidianità e l’eroismo, tra la dittatura e la libertà. Il padre era restio a far conoscere le sue memorie, per una sorta di pudore che accomuna molti che hanno vissuto esperienze sconvolgenti come quelle della Resistenza; poi la caparbietà della figlia e dei nipoti ha avuto la meglio, e si è potuto così ricostruire un pezzo di storia che riguarda strettamente anche il nostro territorio, visto che i valichi per la Svizzera del Luinese erano considerati più sicuri e quindi gran parte delle vicende sono ambientate proprio nelle nostre valli.

I ragazzi di 4B si sono a questo punto improvvisati intervistatori e, con grande professionalità, hanno posto diverse domande agli ospiti; sicuramente la risposta che ci ha commosso di più è stata quella della moglie, che ha raccontato come lei e suo marito si erano conosciuti. Durante un ballo delle debuttanti di Varese, lei era presente con alcuni parenti e scambiò poche parole con quell’aitante giovane. Terminata la festa, Sergio non ebbe pace finché non riuscì a rintracciarla, addirittura andando di persona fino a Novara: e certo non fece uso di Facebook o Instagram! Ma per uno che aveva affrontato a viso aperto Nazisti e Fascisti, la distanza dalla fanciulla amata non poteva essere certo un ostacolo.

In seguito Sergio si laurea in Ingegneria, fonda l’omonimo studio di Architettura, tuttora presente a Varese, e diventa fondatore della storica Ignis di Varese: proprio la passione e la bravura nel basket, come racconta la figlia, gli permisero un trattamento più umano nel campo di prigionia in Svizzera, perché riuscì a far vincere la squadra del Lugano.

Dopo la presentazione di un video molto toccante, creato dagli alunni di 4B, la serata è terminata con il dono, da parte della figlia Elena, di una delle prime stampe del Diario alla Prof.ssa Sonnessa, che ha ringraziato commossa e ha ricordato l’apporto anche del prof. Niccoló Conti, insegnante di Storia e Filosofia della classe e grande amico, fin dall’infanzia, della famiglia Brusa Pasqué.

Una serata all’insegna dei grandi valori che hanno fatto grande l’Italia, e che vengono ribaditi da ragazzi che hanno lavorato su un pezzo di passato per costruire il futuro: un esempio di notevole maturità e professionalità, che ha colpito tutti i presenti e che fa onore al nostro Liceo.

Sì, ragazzi, siamo veramente orgogliosi di voi!!!!

La Redazione (Fotografie di Chiara Oddone)

GLI INCONTRI DI ORIENTAMENTO PER IL LICEO DI LAVENO

Durante il mese di Novembre, sono stati svolti gli incontri di orientamento relativi al liceo Sereni di Laveno.

La prima volta in cui siamo andati a presentare il liceo è stato il sabato 3 Novembre: io e altri miei compagni siamo stati accompagnati dal professore Raimondo alle medie di Laveno.

Questo nostro primo incontro è durato circa 3 ore.

Siamo stati portati in sala orientamento delle scuole medie e i ragazzi, a partire dalle 9.00, hanno cominciato ad entrare. All'inizio non vi erano molte persone, ma più passava il tempo più persone arrivavano.
Ad un certo punto, ci siamo trovati con la stanza
piena di ragazzi interessati a capire di più del liceo. A questi ragazzi abbiamo parlato non solo del liceo, ma abbiamo cercato anche di aiutarli a capire almeno dove volessero indirizzarsi: d'altronde anche noi eravamo come loro e di certo non fa male a nessuno aiutare.
L'incontro si è concluso alle 12.00 e, dopo aver sistemato la classe, siamo rientrati al liceo.

Il secondo incontro si è svolto a Gavirate, sempre nelle scuole medie.

Qui, a differenza dell'altra volta, ci hanno condotto verso una parte del corridoio su cui c'era un tavolo ed alcune sedie.

Dopo aver sistemato tutto, abbiamo aspettato l'arrivo degli studenti. Gli studenti sono arrivati alle 16.00 e molti di questi, ovviamente inclusi i genitori, si sono fermati a parlare non solo con noi, ma anche con i professori presenti.
Quest'incontro è durato fino alle 20.00 e siamo arrivati a casa stanchissimi, ma ne valeva la pena perché stavamo aiutando tanti ragazzi a fare una scelta fondamentale per il loro futuro.

Vi aspettiamo all'Open night di Laveno che si svolgerà il 30 Novembre dalle 20.30 alle 22.30!!

(Leen Khankan 3B Lav)



mercoledì 7 novembre 2018

Una speciale esperienza di alternanza scuola-lavoro

Sabato 27 ottobre presso il centro Ekonè di Luino ho partecipato a un incontro con quattro studentesse del liceo di Varese che la scorsa estate hanno trascorso tre settimane in Uganda per un progetto molto simile a quello delle ragazze di 4^U che sono partite pochi giorni fa.
Ci hanno raccontato la loro esperienza in quei luoghi, un’esperienza non tanto di lavoro quanto di conoscenza. Il loro resoconto è stato davvero emozionante, non tanto per il modo di raccontare, quanto per il contenuto. Non saprei neanche come riassumere in poche righe quella che per loro è stata una vera e propria esperienza di vita, che, da come ne parlavano, le ha cambiate profondamente. Tutti noi speriamo vivamente che anche le nostre compagne possano vivere dei momenti così profondamente toccanti.
Intanto vi inviamo alcune foto dell'esperienza che stanno vivendo in questi giorni, in attesa di dedicare loro un articolo per festeggiare il loro rientro in Italia. In bocca al lupo, ragazzi!!!

Federico Grilli 5^A

Il CAI al Liceo di Laveno

Alla sede del Liceo di Laveno è stato proposto un corso con il CAI di Laveno Mombello.
Il CAI (Club Alpino Italiano) è un'associazione con una storia che dura da oltre 150 anni. L’idea di fondare una società alpinistica nazionale nacque nell’agosto del 1863 in occasione dell’ascensione alla vetta compiuta dallo statista biellese Quintino Sella con Paolo e Giacinto di Saint-Robert e Giovanni Barracco.
Il CAI ha come scopo quello di far conoscere le montagne, in particolare quelle italiane, e di agevolarci nelle salite e nelle esplorazioni scientifiche.
Quest'associazione ha deciso di collaborare con il liceo di Laveno per favorire la consapevolezza delle capacità e per imparare a vincere le paure di ogni singolo studente.

La prima uscita si è svolta sabato 13 ottobre ed in questa occasione ci è stato presentato il CAI; ci hanno mostrato i nodi base e oltre a questo abbiamo imparato l'arrampicata sulla palestra artificiale.

Il giorno dopo, domenica 14 ottobre, è stata fatta un'escursione al Poncione di Ganna, Ferrata.

Ed il programma prevede una terza uscita il 17 di novembre, in cui si svolgerà il primo soccorso in montagna, altre due durante il mese di marzo e 2 uscite finali durante il mese di aprile.
Nel quinto secolo a.C. , i sofisti portarono alla formazione di una rivoluzione culturale.
Durante questo periodo, si affermò il concetto della PAIDEIA, ovvero la formazione culturale del singolo individuo.
Questo corso è molto importante perché non solo dà le basi sul come orientarsi in montagna, ma contribuisce ad una formazione culturale dell'individuo che si presenta come un concetto così rilevante che si può trovare nel quinto secolo a.C. e rende le persone più consapevoli del mondo attorno a loro.
Alcune volte bisogna andare oltre l'apparenza e questo è uno dei casi.

Leen Khankan (3B)