IL MUSICAL DEL LICEO SECONDO UN EX LICEALE

L'altra sera, come ogni anno, mi sono ritrovato a vedere il vostro musical e, come ogni anno, mi è venuta voglia di scrivere qualcosa su questo giornalino. Partiamo dall'inizio: quando ero in quinta, Marta Guaralda era in prima. L'ho rivista solo anni dopo al primo musical che ho effettivamente seguito, il Rocky Horror Show, quando anche lei era al termine del suo percorso. Dopo di lei, i due attori che ricordo di più sono Alya e Ludovico, perdonatemi ma non ho idea dei vostri cognomi. Anche voi siete arrivati alla fine del vostro viaggio e sentirvi parlare alla fine dello spettacolo mi ha commosso ancora una volta. Avete parlato di futuro, di sogni, di idee, del liceo come periodo di crescita e di incertezze. Spero che abbiate trovato sulla vostra strada persone come quelle che ho incontrato io tra quelle quattro mura del Liceo Sereni, ma sappiate che nessuno al di fuori di voi vi darà mai certezze. I vostri insegnanti sicuramente sono stati validi nel trasmettervi la passione per le loro materie, ma non potranno mai darvi certezze, neanche i grandi le hanno. Mi sento un po' più grande di voi, ma non so niente di quello che potrà accadermi domani, tra un anno o tra venti. Come voi però ho dei sogni per il futuro. Non abbiate paura, mettetevi in gioco come avete fatto sul palco e sui banchi. Vi capiterà di fallire, è fisiologico per tutti. Voi però rialzatevi, cercate la vostra strada, piuttosto perdetevi, ma non fermatevi e non perdetevi d'animo. Piangerete, magari per gli anni che vi separano dalla quinta e che vi sembreranno interminabili, magari per la maturità o per degli esami universitari che vi sembreranno impossibili, magari per un lavoro, per un amore o per un qualsiasi altro motivo.

L'unica cosa che mi sento di consigliarvi, dal basso dei miei venticinque anni, è di andare avanti con il fuoco che vi brucia dentro, qualsiasi sia la vostra fiamma. Per qualcuno di voi cala il sipario, per altri è solo la fine del primo atto. Buona fortuna a tutti voi, e spero di non aver annoiato chiunque abbia letto queste parole. 

Federico Grilli