Il Dirigente si racconta: uno sguardo sulla scuola

Eva Gentili, Camilla Mentasti e Giulia Musumeci della classe 3B hanno intervistato il Dirigente David Arioli del Liceo Sereni per un bilancio sull’anno scolastico trascorso.

- Se dovesse descrivere quest’anno scolastico con una sola parola, quale sceglierebbe e perché?
Sfidante. Ogni anno non è mai uguale al precedente: c'è sempre qualcosa che richieda impegno per ottenere risultati, che all'inizio non sono affatto scontati.

- Quale considera il principale punto di forza della nostra scuola?
L'accoglienza e la variabilità sono la base della nostra scuola. Quest'anno, come di consuetudine, sono stati promossi laboratori pomeridiani, premi letterari e la nuova radio Sereni.

- Quali aspetti della scuola potrebbero essere migliorati? Ha progetti futuri?
I progetti sono sempre molteplici, ma purtroppo spesso sono costretto a scegliere quali realizzare, per impiegare al meglio risorse ed energie. Sovente le proposte nascono da docenti o dagli alunni, come ad esempio l’idea della radio studentesca, che sta avendo un notevole successo. Uno dei progetti che spero di realizzare è l'installazione di fontanelle per l’acqua potabile a scuola. L'obiettivo che muove tutto è sempre uno sviluppo positivo per le due sedi.

- Cosa ne pensa della settimana corta?
In realtà, più che la mia opinione, mi interesserebbe conoscere quella degli studenti. Sicuramente saranno spaventati dalla pesantezza della sesta ora di lezione e della conseguente riduzione del tempo pomeridiano da dedicare allo studio. Tuttavia, in molte scuole della provincia c’è stato un riscontro positivo e ciò dimostra che il sistema funziona. Il nostro compito sarà quello di alleggerire la mattinata inserendo, per esempio, due intervalli. Inoltre, sarà fondamentale far capire ai ragazzi che il sabato è un giorno prezioso da organizzare per portarsi avanti con il lavoro.

- Come valuta le interazioni e la collaborazione tra le due sedi?
Al momento del mio arrivo la sede di Laveno aveva espresso, attraverso un sondaggio, un sentimento di trascuratezza. Ho fatto fin da subito del mio meglio affinché questa sensazione svanisca. Tra le novità, ho designato la sede di Laveno come luogo di diverse riunioni. Purtroppo la distanza geografica spesso rende complicata l’organizzazione di attività che uniscono gli studenti di entrambe le sedi, ma nonostante ciò ho sempre cercato di proporre attività parallele e identiche tra loro.

- Quanto ritiene importante il ruolo della famiglia nel percorso scolastico e personale dello studente?
Fondamentale. La situazione più favorevole è certamente quella che vede un accordo ed una collaborazione tra genitori e insegnanti. Questi ultimi hanno un forte ascendente sulla vita dei ragazzi e proprio per questo è importante che il messaggio dei docenti vada nella stessa direzione di quello familiare. È anche vero, però, che man mano che i ragazzi crescono, nasce in loro il senso critico. Questo a volte comporta una risposta non immediatamente positiva a particolari regole o proposte, tuttavia è essenziale. La scuola deve assolutamente contribuire a sviluppare il senso critico nei ragazzi perché da esso si può diffondere un dialogo di crescita e di conoscenza interpersonale. Quando il parallelismo genitori-docenti viene meno è spesso a causa di alcuni difetti a livello di comunicazione: a volte non si è davvero in grado di ascoltare l’altro. L’ascolto è la base di ogni tipo di rapporto, ma a volte viene raggirato perché colti dalla presunzione di sapere cosa sia meglio e il modo corretto di procedere. In conclusione, la collaborazione è essenziale, ma soltanto se non comporta “invasioni di campo”.

- Quale ruolo dovrebbe avere la scuola nel benessere dello studente?
Idealisticamente, la scuola dovrebbe avere un ruolo primario nella sfera del benessere dello studente. Sogno che i ragazzi vengano a scuola sereni e che l’ambiente sia un luogo di crescita e tranquillità. Purtroppo è noto a tutti che spesso non è così. Alcuni studenti sono pervasi dall’angoscia e dall’ansia e, purtroppo, la scuola non è ancora in grado di intercettare le motivazioni ed eliminarle, rendendo il clima scolastico favorevole. Nonostante ciò, io credo che si possa e si debba sempre migliorare, poiché la salute mentale è alla base della vita di ognuno di noi e favorisce l’apprendimento con un clima di tranquillità interiore. Migliorando la relazione con se stessi, si migliora quella con gli altri.

- Qual è il suo punto di vista rispetto al nuovo Esame di Maturità?
Credo che l’approccio positivo dei docenti alle novità sia fondamentale. La mia preoccupazione non sono chiaramente gli scritti, ma l’esame orale che diventa più un’interrogazione che un colloquio. A mio parere è importante mantenere l’aspetto del dialogo che ponga al centro il percorso formativo dello studente non solo a livello scolastico, ma anche personale. Ciò che importa davvero è capire se l’alunno è in grado di sostenere un dialogo con adulti appoggiandosi alle proprie conoscenze.

- Crede ci saranno ulteriori cambiamenti?
No, credo che le modifiche che stanno avvenendo saranno definitive. Tra queste, più strisciante è l’avvento dell’intelligenza artificiale, per il quale stiamo già stilando un regolamento e un piano di utilizzo. Credo che l’IA possa diventare una risorsa per gli studenti se l’uso che ne viene fatto è critico e ausiliario al percorso di apprendimento. Tuttavia l’IA è una risorsa tanto quanto un pericolo: essa va maneggiata con cura. Trattandosi di uno strumento estremamente potente, gli adulti e gli educatori hanno il compito di insegnare ai ragazzi a usarla in modo consapevole, spiegandone i limiti fin dall'inizio. Proprio come succede quando si prende la patente: la macchina è fondamentale per spostarsi, ma è necessario imparare a guidarla nel rispetto delle regole per evitare incidenti. La responsabilità diventerà poi dello studente, ma spetta alla scuola fornire le basi per un utilizzo intelligente.


Bilancio finale
Ciò che emerge dall'intervista non è solamente un bilancio di un anno, ma una precisa idea di futuro. Il vero cuore di questa scuola non sta nelle regole, ma nelle relazioni. Infatti, la vera sfida dell’istituzione è quella di puntare sulla capacità degli studenti, insegnando loro a mettere in dubbio, a scegliere e, soprattutto, a pensare con la propria testa.

Ringraziamo il Dirigente per la grande disponibilità e per aver condiviso con noi questa preziosa panoramica sul presente e sul futuro della nostra scuola.

Con l'occasione auguriamo a tutta la comunità del Liceo Sereni un sereno e meritato fine anno scolastico.