In questo articolo esploreremo la creazione di modelli e la loro distruzione. Come l'uomo si adegua e ribalta le sue stesse tradizioni?
Il modello Disney
Walt Disney è stato l'inventore del film di animazione: dopo Topolino, nel 1937, “Biancaneve e i sette nani" diventò il primo lungometraggio animato sul grande schermo.
Con Biancaneve, Walt Disney ha creato il modello per l’animazione.
Il principio su cui si fonda è sempre lo stesso: il buono deve vincere ogni volta, il cattivo deve perdere e venire in qualche modo punito, ma non in maniera vendicativa, dal protagonista. Il cattivo viene punito per essere cattivo, ma non per le azioni che compie.
Il protagonista deve essere bello, coraggioso, virtuoso, gentile, sempre pronto a fare la cosa giusta. Perfetto in ogni dettaglio. Un manuale di comportamento ideale.
Le fiabe originali vengono addolcite: Cenerentola sposa il principe, la sirenetta sposa il principe. Tutto si conclude con il vero amore. Le fiabe originali non hanno il vero amore, anzi sono crudeli alcune volte: la strega di Biancaneve balla a morte sui carboni ardenti, la sirenetta si suicida dopo che la strega cattiva sposa il principe.
Nei film Disney, il lieto fine, oltre a essere assicurato, deve sempre dare una morale fortissima, scontata e comprensibile da tutti.
Walt Disney crea questo modello anche per via della sua storia: il padre era un uomo molto violento che picchiava sia la madre che Walt stesso, oltre che i suoi fratelli. Non stupisce pensare come Walt, non potendo reagire, avesse sempre voluto creare un mondo dove la gentilezza e l’amore vincessero sulle difficoltà della vita reale. Proprio come la madre aveva fatto con lui e i suoi fratelli.
Quindi la morale doveva essere sempre la stessa: se sei buono, gentile e segui quella che è una morale cristiana allora tutto andrà per il verso giusto.
Il modello disneyano non fu solo significativo per i temi, ma anche per le tecniche. Walt Disney aveva una precisione maniacale: obbligava i suoi animatori alla precisione più assoluta e questo comportava un risultato superlativo. Il modello Disney quindi iniziò a essere copiato da altre case di animazione: musical con personaggi perfetti. Ma non ci ricordiamo di nessuno di questi film se non sono Disney. Il segreto per il successo fu quello di andare completamente contro Disney.
Il caso di Looney Tunes
Fin dalla loro creazione, i Looney Tunes erano una vera e propria presa in giro rispetto alla Disney. Animali parlanti, come Topolino, ma con differenze sostanziali che facevano assomigliare il tutto a una parodia. In più le scelte economiche più intelligenti permisero alla Warner di emergere in un periodo di crisi come la Seconda Guerra Mondiale.
Già durante la guerra la Warner Bros aveva capito come restare a galla: cartoni corti, stile semplice ed economico e la propaganda.
Se Disney era stato costretto a fare animazioni propagandistiche, la Warner ne aveva create moltissime di sua iniziativa: erano ironiche e satiriche, semplici e permettevano un reddito in un periodo in cui il cinema era fermo.
I Looney Tunes erano divertenti e adatti sia agli adulti che ai bambini. I personaggi avevano molti difetti e la tecnica di esecuzione era più semplice rispetto a quella Disney. In più la Warner Bros aveva capito che avvicinare gli adulti ai loro prodotti era un'ottima scelta commerciale.
Con la diffusione della televisione, i Looney Tunes si adattarono a diventare anche pubblicità, cosa che il modello Disneyano non permetteva. Infatti Walt Disney era reticente alla televisione, mentre amava il cinema. Solo che la nuova società americana preferiva di gran lunga la televisione. Come i Looney Tunes, anche Tom e Jerry furono un insulto alla Disney. Personaggi moralmente discutibili, nessuna trama e dialoghi inesistenti. Lotte, fughe e inseguimenti divertenti che non dovevano essere seguiti periodicamente per capire cosa accadeva. La Disney, che non riusciva più a stare al passo con questi episodi economici e divertenti, stava entrando in crisi.
Il caso di Shrek
Dopo un periodo di flop per la Disney, un incidente tragico scosse la casa di produzione: la morte tragica di Frank Wells, capo operativo. Jeffrey Katzenberg sarebbe dovuto diventare il nuovo capo, ma fu messo da parte da Eisner.
Eisner era un capo autoritario e decise di fare dei tagli consistenti per salvare la Disney: ridurre l'animazione per il cinema, che era molto costoso, concentrandosi su nuove tecniche di animazione digitale, più veloci e semplici. Katzenberg viene licenziato e di tutta risposta fondò la DreamWorks con Steven Spielberg e David Geffen.
Katzenberg assunse così molti illustratori che avevano lavorato in Disney, licenziati o che erano scappati per via della crisi. Nel 2001 esce il film che ha distrutto il castello di Disney e ha ballato sulle sue rovine: Shrek.
Shrek ribalta tutti i concetti della Disney: principesse e principi, valori morali e l’amore perfetto e platonico. In più, non solo intrattiene i più piccoli, ma contiene battute che solo i più grandi riescono a capire. Lo stesso cattivo, Lord Farquaad è una parodia di Eisner. Il film ebbe un enorme successo, tanto da diventare un cult e a vincere l’Oscar l’anno successivo, la prima volta che un film d’animazione fosse premiato.
La Disney aveva già iniziato a modificare i suoi film, alterando di poco il modello di Walt e provando a cambiare storie e personaggi. Il vero cambiamento avviene solo in Zootropolis, ma solo nel 2016 e riguarda alcune tematiche specifiche. Si mantiene tuttora il cambiamento da nero a bianco.
La rivoluzione che distrugge il metodo è l'inserimento di personaggi moralmente grigi. Se per la Disney può esistere al massimo una trasformazione nel protagonista che porta a un netto miglioramento del personaggio ma rimane tutto o bianco o nero, Shrek si colloca esattamente nel mezzo.
Le azioni di Shrek sono buone ma hanno un fine che non lo è. La sua evoluzione è reale, mantiene i suoi tratti caratteristici, ma impara dagli avvenimenti.
Rimane burbero, cinico e sarcastico, con un aspetto fisico e caratteriale per cui verrebbe catalogato come cattivo in tutti i film Disney. La stessa morale del film, che vede come il conformismo di Lord Farquaad sia un male, va contro la Disney. L'amore non deve essere quello delle favole, così come ognuno ha il diritto di scegliere come essere e come vivere la sua vita. Shrek diventa a sua volta un modello: Cattivissimo Me della Illumination, Hotel Transilvania e i Minions. Film che hanno l'intenzione di dare una morale, ma facendo ridere tutti.
Disney ha creato un modello che ci ha accompagnato, la nostra generazione, quella dei nostri genitori e perfino quella dei nostri nonni. Ma seguire sempre i modelli già scritti porta a fare una cosa che piace, ma non sarà mai originale o personale. Andare contro a metodi può essere molto rischioso, ma permette di essere libero di creare qualcosa di nuovo, che distingue da una massa che vuole seguire le mode.

