Quest'anno le classi 3A e 3B del Liceo "Sereni" di Luino hanno intrapreso un percorso di Formazione Scuola-Lavoro (FSL) incentrato sullo studio fisico delle onde. Le classi sono state affiancate dal tutor di Lab2go, il prof. Stefano Capra dell'Università Statale di Milano; con lui sono stati svolti esperimenti che hanno avvicinato noi studentesse e studenti alla realtà delle onde meccaniche.
Gli studenti della 3B
Siamo partiti dalla costruzione della Macchina di Shive, realizzata interamente da noi, utilizzando un filo da pesca, degli stecchini di legno e della colla a caldo. Abbiamo messo in funzione la Macchina di Shive, appoggiandoci ad un servomotore. In questo modo abbiamo sperimentato la natura ondulatoria del fenomeno notando dei punti pressoché immobili, i nodi, ovvero una caratteristica delle onde stazionarie. Queste ultime sono molto peculiari: infatti anziché propagarsi lungo la macchina, oscillano verticalmente mantenendo la loro posizione.
Gli studenti della 3B
Siamo partiti dalla costruzione della Macchina di Shive, realizzata interamente da noi, utilizzando un filo da pesca, degli stecchini di legno e della colla a caldo. Abbiamo messo in funzione la Macchina di Shive, appoggiandoci ad un servomotore. In questo modo abbiamo sperimentato la natura ondulatoria del fenomeno notando dei punti pressoché immobili, i nodi, ovvero una caratteristica delle onde stazionarie. Queste ultime sono molto peculiari: infatti anziché propagarsi lungo la macchina, oscillano verticalmente mantenendo la loro posizione.
Approfondendo il fenomeno delle onde stazionarie anche con l'utilizzo della corda vibrante, abbiamo scoperto che la realtà è differente: le onde non sono immobili, ma sovrapponendosi generano questo effetto ottico.
Con la corda vibrante è stato ancora più semplice mettere in evidenza il rapporto tra la frequenza fondamentale e i suoi multipli. Proseguendo con lo studio delle onde, abbiamo provato a misurare la distanza tra le tracce di un CD e di un DVD, scoprendo che ogni traccia funge da sorgente ondulatoria.
Per ogni esperimento abbiamo poi realizzato dei cartelloni illustrativi e dei video dedicati alle attività, che pubblicheremo sul nostro sito - in corso di costruzione - e illustreremo al pubblico nella prima settimana di giugno.
Per ogni esperimento abbiamo poi realizzato dei cartelloni illustrativi e dei video dedicati alle attività, che pubblicheremo sul nostro sito - in corso di costruzione - e illustreremo al pubblico nella prima settimana di giugno.
Insieme al prof. Giuseppe Giliberto, alcuni di noi - Andrea Fiabane, Giulia Musumeci, Camilla Mentasti ed Emma Bossi - hanno avuto modo di illustrare il lavoro, insieme alle altre undici scuole coinvolte, lo scorso 16 maggio all’Università degli Studi di Milano, dove ha avuto luogo l'evento finale del progetto Lab2go.
Dopo le presentazioni di orientamento ed introduzione svolte dai tutor, che hanno occupato la mattinata, siamo stati accolti in un grande corridoio dove abbiamo avuto la possibilità di presentare i nostri esperimenti a professori e studenti interessati.
Questo progetto è stato molto di più di una semplice attività scolastica. Lo abbiamo apprezzato particolarmente perché ci ha permesso di collaborare tra di noi non solo per mettere insieme le idee, ma anche per realizzare gli esperimenti proprio con le nostre mani; il che ha reso lo studio delle onde meccaniche appassionante e coinvolgente.
Tra tentativi, errori, stupore, difficoltà e soddisfazioni, abbiamo imparato il valore della cooperazione e del sostegno reciproco, con lo scopo di raggiungere un comune obiettivo insieme.
Particolarmente emozionante è stata la giornata di dimostrazione all’Università degli Studi di Milano: esporre le nostre ricerche e presentare gli esperimenti ci ha fatto sentire orgogliosi del duro impegno dedicato durante l’anno. È stato altrettanto intenso vedere un gruppo unito dalla voglia di scoperta e di curiosità.
Abbiamo compreso quanto la fisica sia presente nella realtà quotidiana, celandosi nei suoni, nella luce e nei fenomeni che osserviamo quotidianamente, anche senza accorgercene. Dunque, questa disciplina non appartiene soltanto ai libri, ma ci circonda continuamente.
È stato affascinante cercare di rispondere a domande senza mai trovare davvero una risposta e scoprire che in realtà ciò che ci attendeva erano solo altre domande.
Questo progetto è stato molto di più di una semplice attività scolastica. Lo abbiamo apprezzato particolarmente perché ci ha permesso di collaborare tra di noi non solo per mettere insieme le idee, ma anche per realizzare gli esperimenti proprio con le nostre mani; il che ha reso lo studio delle onde meccaniche appassionante e coinvolgente.
Tra tentativi, errori, stupore, difficoltà e soddisfazioni, abbiamo imparato il valore della cooperazione e del sostegno reciproco, con lo scopo di raggiungere un comune obiettivo insieme.
Particolarmente emozionante è stata la giornata di dimostrazione all’Università degli Studi di Milano: esporre le nostre ricerche e presentare gli esperimenti ci ha fatto sentire orgogliosi del duro impegno dedicato durante l’anno. È stato altrettanto intenso vedere un gruppo unito dalla voglia di scoperta e di curiosità.
Abbiamo compreso quanto la fisica sia presente nella realtà quotidiana, celandosi nei suoni, nella luce e nei fenomeni che osserviamo quotidianamente, anche senza accorgercene. Dunque, questa disciplina non appartiene soltanto ai libri, ma ci circonda continuamente.
È stato affascinante cercare di rispondere a domande senza mai trovare davvero una risposta e scoprire che in realtà ciò che ci attendeva erano solo altre domande.
Ma forse la fisica non è fatta di formule ma di continue domande.
Camilla Mentasti e Giulia Musumeci, 3B


