La musica può essere considerata doping?

Musica e Sport formano un binomio potente: numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che ascoltare brani durante l’attività fisica aumenta la resistenza, riduce la percezione della fatica e migliora la coordinazione. Purtroppo in competizioni ufficiali l’uso delle cuffie è vietato perché considerato un vantaggio eccessivo. Ma come funziona esattamente? E come mai nel mondo dello sport la musica viene considerata doping?

Ascoltare musica durante l’attività sportiva innesca una serie di risposte neurologiche e fisiologiche (processi fisiologici neurovegetativi), come ad esempio il rilascio di dopamina e adrenalina che migliorano l’umore e la determinazione, agendo da “boost” motivazionale. Inoltre il ritmo della musica agisce come un “blocco mentale”, riducendo la percezione dello sforzo fisico e ritardando la sensazione di affaticamento. Considerando invece l’aspetto psicologico, la musica aumenta l’autostima e l’aspettativa di successo. Non è un caso che molti atleti professionisti abbiano playlist dedicate per ogni fase del proprio allenamento.

Nonostante ciò, la musica è vietata solo nella performance di alcuni sport, come la corsa, il ciclismo, il triathlon e il ciclismo paralimpico. In un articolo de “Il Corriere della sera” si legge: «La Federazione Italiana Atletica Leggera (Fidal) lo consente in quelle gare in cui non sia in palio un titolo e nelle corse miste è permesso a tutti i concorrenti tranne a quei runner che lottano per vincere un premio. Questo avviene non solo per contrastare l’effetto della musica sulle performance, ma anche per non rischiare contatti proibiti con l’esterno (ad esempio con l’allenatore) e negli sport su strada è importante perché isolarsi può costituire una grave distrazione: magari non si sentono le ambulanze arrivare o le grida di avvertimento di altri corridori riguardo a un eventuale pericolo». Anche la Federazione di Atletica Leggera degli Stati Uniti, dal 2007, ha vietato l’uso di auricolari e dispositivi audio durante le maratone ufficiali. Tuttavia la musica è fondamentale in numerosi sport come la danza, la ginnastica ritmica, il pattinaggio artistico e il nuoto sincronizzato, poiché favorisce l’espressione artistica ed emotiva nella performance e di conseguenza si ottiene un miglior risultato.

Per fare un riferimento più vicino alla mia realtà di studentessa, durante la prova del test motorio di Cooper, la nostra professoressa di educazione fisica ci ha permesso di ascoltare la musica. Mentre correvo con le cuffie pensavo meno alla fatica provocata dallo sforzo fisico e più al raggiungimento del mio obiettivo, ovvero fare un certo numero di giri intorno alla palestra. Gli effetti positivi di questo doping musicale si sono dimostrati veri e il risultato del test è andato decisamente oltre le mie aspettative.

In conclusione, possiamo affermare che la musica è uno strumento straordinario per migliorare le prestazioni sportive, ridurre la fatica e aumentare la motivazione. Il suo utilizzo in ambito agonistico però può rappresentare un vantaggio significativo, tanto da essere vietato in molte competizioni. Per chi pratica sport a livello amatoriale, la chiave è trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e performance, scegliendo la playlist giusta per ogni fase dell’allenamento e utilizzando dispositivi che permettano di mantenere la consapevolezza dell’ambiente circostante.

Sofia Castorini, 5D