Ciao, mi chiamo Vanessa e vengo da un piccolo villaggio del Canton Argovia, in Svizzera. Ho trascorso sei mesi di scambio qui in Italia e durante questo periodo ho frequentato il Liceo Scientifico Sereni con indirizzo linguistico Esabac. In questo articolo vorrei raccontare la mia esperienza.
Ma perché ho scelto proprio l’Italia?
Fin dall’inizio sapevo che volevo fare uno scambio. Alla fine ho scelto l’Italia perché avevo sentito molte cose positive sulle persone, per esempio sulla loro apertura, che mi avevano colpito molto. Anche la storia italiana e la cultura così ricca e diversa hanno avuto un ruolo importante. Il fatto di essere finita così vicino alla Svizzera è stato piuttosto un caso. All’inizio non ne ero molto felice, ma col senno di poi non avrei potuto fare una scelta migliore.
Lo scambio
L’inizio del mio scambio è stato come una montagna russa di emozioni. Ero nervosa, ma allo stesso tempo piena di entusiasmo per ciò che mi aspettava. Tutto era nuovo: l’ambiente, la famiglia ospitante, la scuola e gli amici, che formano la base di uno scambio. Sono stata molto fortunata, perché la mia famiglia ospitante e la mia classe mi hanno accolta a braccia aperte e hanno cercato di farmi integrare il più possibile. In questo modo ho fatto amicizia abbastanza velocemente, dato che tutto era nuovo per entrambe le parti.
La parte più difficile è arrivata quando l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a una realtà più tranquilla, cosa del tutto normale. Le persone a volte diventano più distanti, perché anche per loro la vita quotidiana continua. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita più sola e improvvisamente cose che a casa mi sembravano facili sono diventate delle sfide. Ho dovuto imparare a passare del tempo con me stessa e a dare tempo alle amicizie per crescere. Con il tempo, però, tutto ha iniziato a funzionare meglio. Ho trovato il mio equilibrio, ho imparato a conoscermi meglio e ho stretto anche amicizie profonde.
In questo periodo la scuola è stata per me una buona distrazione. Il sistema scolastico italiano è molto diverso da quello svizzero. Il cambiamento più grande, oltre alla scuola il sabato e alle interrogazioni, è stato doversi alzare in piedi all’inizio di ogni lezione, cosa che all’inizio mi confondeva molto. In generale, trovo che il sistema scolastico qui sia più rigido, ma non necessariamente più difficile. Le giornate scolastiche più corte, che di solito finiscono entro le 14:00 (in Svizzera spesso fino alle 16 o 17), rendono però lo studio più intenso, perché lo stesso programma deve essere svolto in meno tempo. Questo ha sia vantaggi che svantaggi.
A rendere il mio scambio ancora più speciale sono stati anche i campi organizzati dalla mia organizzazione, così come le gite fatte con amici o con la mia famiglia ospitante. Abbiamo partecipato a due campi a Roma e a Venezia, della durata di alcuni giorni. Lì non solo ho visitato luoghi famosi d’Italia, ma ho anche conosciuto studenti di scambio da tutto il mondo, che vivevano la mia stessa esperienza. Sono nate amicizie e ricordi che vanno ben oltre i confini nazionali. È stato particolarmente bello rivedere alcune di queste persone più tardi e fare insieme delle gite, per esempio a Milano o al Lago di Como.
Un altro momento che porterò sempre con me sono state le vacanze di Pasqua trascorse con la mia famiglia ospitante a Napoli. Non ero mai stata lì prima, quindi è stato molto interessante vedere le differenze tra il nord e il sud dell’Italia e scoprire una città così viva, storica e affascinante.
Conclusione
Anche se non tutto è andato come me lo ero immaginato e ci sono stati momenti difficili, sono molto grata per questa esperienza. Ho imparato una nuova lingua, ho conosciuto nuovi amici e persino trovato una seconda famiglia, creando ricordi che porterò con me per tutta la vita. Consiglierei a chiunque abbia la possibilità e stia pensando a uno scambio di fare questo passo, anche se ha dei dubbi. Sarà un’esperienza indimenticabile e, nel peggiore dei casi, c’è sempre un volo di ritorno a casa.
Ma perché ho scelto proprio l’Italia?
Fin dall’inizio sapevo che volevo fare uno scambio. Alla fine ho scelto l’Italia perché avevo sentito molte cose positive sulle persone, per esempio sulla loro apertura, che mi avevano colpito molto. Anche la storia italiana e la cultura così ricca e diversa hanno avuto un ruolo importante. Il fatto di essere finita così vicino alla Svizzera è stato piuttosto un caso. All’inizio non ne ero molto felice, ma col senno di poi non avrei potuto fare una scelta migliore.
Lo scambio
L’inizio del mio scambio è stato come una montagna russa di emozioni. Ero nervosa, ma allo stesso tempo piena di entusiasmo per ciò che mi aspettava. Tutto era nuovo: l’ambiente, la famiglia ospitante, la scuola e gli amici, che formano la base di uno scambio. Sono stata molto fortunata, perché la mia famiglia ospitante e la mia classe mi hanno accolta a braccia aperte e hanno cercato di farmi integrare il più possibile. In questo modo ho fatto amicizia abbastanza velocemente, dato che tutto era nuovo per entrambe le parti.
La parte più difficile è arrivata quando l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a una realtà più tranquilla, cosa del tutto normale. Le persone a volte diventano più distanti, perché anche per loro la vita quotidiana continua. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita più sola e improvvisamente cose che a casa mi sembravano facili sono diventate delle sfide. Ho dovuto imparare a passare del tempo con me stessa e a dare tempo alle amicizie per crescere. Con il tempo, però, tutto ha iniziato a funzionare meglio. Ho trovato il mio equilibrio, ho imparato a conoscermi meglio e ho stretto anche amicizie profonde.
In questo periodo la scuola è stata per me una buona distrazione. Il sistema scolastico italiano è molto diverso da quello svizzero. Il cambiamento più grande, oltre alla scuola il sabato e alle interrogazioni, è stato doversi alzare in piedi all’inizio di ogni lezione, cosa che all’inizio mi confondeva molto. In generale, trovo che il sistema scolastico qui sia più rigido, ma non necessariamente più difficile. Le giornate scolastiche più corte, che di solito finiscono entro le 14:00 (in Svizzera spesso fino alle 16 o 17), rendono però lo studio più intenso, perché lo stesso programma deve essere svolto in meno tempo. Questo ha sia vantaggi che svantaggi.
A rendere il mio scambio ancora più speciale sono stati anche i campi organizzati dalla mia organizzazione, così come le gite fatte con amici o con la mia famiglia ospitante. Abbiamo partecipato a due campi a Roma e a Venezia, della durata di alcuni giorni. Lì non solo ho visitato luoghi famosi d’Italia, ma ho anche conosciuto studenti di scambio da tutto il mondo, che vivevano la mia stessa esperienza. Sono nate amicizie e ricordi che vanno ben oltre i confini nazionali. È stato particolarmente bello rivedere alcune di queste persone più tardi e fare insieme delle gite, per esempio a Milano o al Lago di Como.
Un altro momento che porterò sempre con me sono state le vacanze di Pasqua trascorse con la mia famiglia ospitante a Napoli. Non ero mai stata lì prima, quindi è stato molto interessante vedere le differenze tra il nord e il sud dell’Italia e scoprire una città così viva, storica e affascinante.
Conclusione
Anche se non tutto è andato come me lo ero immaginato e ci sono stati momenti difficili, sono molto grata per questa esperienza. Ho imparato una nuova lingua, ho conosciuto nuovi amici e persino trovato una seconda famiglia, creando ricordi che porterò con me per tutta la vita. Consiglierei a chiunque abbia la possibilità e stia pensando a uno scambio di fare questo passo, anche se ha dei dubbi. Sarà un’esperienza indimenticabile e, nel peggiore dei casi, c’è sempre un volo di ritorno a casa.
Vanessa Trussel (4^BLF)
