Ci sono persone che, nonostante le sfide che la vita pone loro davanti, riescono a emanare una luce rara. Alessandro Cannone era una di queste.
Affetto fin dalla nascita dalla sindrome di Prader-Willi, una complessa condizione genetica che incide sul metabolismo e sullo sviluppo, ha affrontato un percorso in salita con una dignità e una positività fuori dal comune.
Alessandro non era solo un amico per me, ma anche un fratello. Nonostante la malattia rendesse difficili gli spostamenti, specialmente dopo l'avvento del Covid-19, il suo spirito non è mai rimasto chiuso tra le mura di casa. La sua creatività trovava sfogo nella pittura e nella creazione di calamite, opere che venivano esposte a Cunardo e che ricevevano l’apprezzamento di tutta la comunità. La sua vita era piena di passioni: amava profondamente il teatro, il cinema e, sopra ogni cosa, i musical; inoltre per molti anni, ha rappresentato il simbolo del gruppo folkloristico del paese. Anche quando la malattia si è fatta più dura, costringendolo a dormire collegato a un macchinario per respirare, Alessandro non si è mai arreso. Non si lamentava mai, il suo amore per la vita era più forte della sofferenza. Poiché non poteva viaggiare fisicamente, lo faceva attraverso gli occhi degli altri; gli portavo foto dall'Egitto e dalla Scozia, questo era per lui un modo per scoprire il mondo e sentirsi parte di quelle avventure. Il ricordo più prezioso che mi resta di lui è legato alla semplicità: una merenda insieme, una foto buffa e la consapevolezza profonda di quanto sia prezioso il legame dell'amicizia.
Alessandro ci ha insegnato che nella vita è fondamentale apprezzare le piccole cose, perché possiedono un valore superiore a qualsiasi ricchezza materiale. Spesso diamo tutto per scontato, ma la sua storia ci ricorda che la vita va vissuta a 360 gradi, dando importanza a ogni singolo abbraccio e a ogni "ti voglio bene".
Oggi Alessandro non è più tra noi, ma il suo sorriso continua a vivere nel cuore di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo. Un pensiero di profonda gratitudine va ai suoi genitori con dedizione incrollabile e amore immenso, sono stati il pilastro della sua esistenza, permettendogli di trasformare ogni limite in un’occasione di bellezza e circondandolo di quella serenità che lo ha reso la persona
speciale che tutti ricordiamo. Alessandro ci ha lasciato un’eredità preziosa: l’insegnamento che, anche di fronte alle prove più difficili, il coraggio di sorridere è la vittoria più grande.
Giovanni Maio (1^U)
Affetto fin dalla nascita dalla sindrome di Prader-Willi, una complessa condizione genetica che incide sul metabolismo e sullo sviluppo, ha affrontato un percorso in salita con una dignità e una positività fuori dal comune.
Alessandro non era solo un amico per me, ma anche un fratello. Nonostante la malattia rendesse difficili gli spostamenti, specialmente dopo l'avvento del Covid-19, il suo spirito non è mai rimasto chiuso tra le mura di casa. La sua creatività trovava sfogo nella pittura e nella creazione di calamite, opere che venivano esposte a Cunardo e che ricevevano l’apprezzamento di tutta la comunità. La sua vita era piena di passioni: amava profondamente il teatro, il cinema e, sopra ogni cosa, i musical; inoltre per molti anni, ha rappresentato il simbolo del gruppo folkloristico del paese. Anche quando la malattia si è fatta più dura, costringendolo a dormire collegato a un macchinario per respirare, Alessandro non si è mai arreso. Non si lamentava mai, il suo amore per la vita era più forte della sofferenza. Poiché non poteva viaggiare fisicamente, lo faceva attraverso gli occhi degli altri; gli portavo foto dall'Egitto e dalla Scozia, questo era per lui un modo per scoprire il mondo e sentirsi parte di quelle avventure. Il ricordo più prezioso che mi resta di lui è legato alla semplicità: una merenda insieme, una foto buffa e la consapevolezza profonda di quanto sia prezioso il legame dell'amicizia.
Alessandro ci ha insegnato che nella vita è fondamentale apprezzare le piccole cose, perché possiedono un valore superiore a qualsiasi ricchezza materiale. Spesso diamo tutto per scontato, ma la sua storia ci ricorda che la vita va vissuta a 360 gradi, dando importanza a ogni singolo abbraccio e a ogni "ti voglio bene".
Oggi Alessandro non è più tra noi, ma il suo sorriso continua a vivere nel cuore di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo. Un pensiero di profonda gratitudine va ai suoi genitori con dedizione incrollabile e amore immenso, sono stati il pilastro della sua esistenza, permettendogli di trasformare ogni limite in un’occasione di bellezza e circondandolo di quella serenità che lo ha reso la persona
speciale che tutti ricordiamo. Alessandro ci ha lasciato un’eredità preziosa: l’insegnamento che, anche di fronte alle prove più difficili, il coraggio di sorridere è la vittoria più grande.
Giovanni Maio (1^U)

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