Venerdì 13 novembre la classe 3ALav ha partecipato alla presentazione del progetto Idrogea, una società di ingegneria che opera nei settori geologico, ambientale e territoriale. L’azienda, fondata da Davide Fantoni, conta oggi circa trenta professionisti che collaborano in attività molto diverse tra loro: geologia, geotecnica, geofisica, geologia ambientale, pianificazione territoriale, rilievi topografici e batimetrici, monitoraggio del gas radon e progettazione di interventi per la difesa del suolo. Durante l’incontro gli studenti hanno conosciuto cinque esperti, ognuno con un percorso formativo differente ma accomunati dalla passione per il territorio e dalla volontà di comprenderlo e proteggerlo.
A seguire ha parlato Gregorio, anche lui ex studente del Liceo scientifico di Gavirate e poi laureato in ingegneria. Oggi si occupa di idraulica, topografia e digitalizzazione del territorio, trasformando ambienti reali in modelli 2D e 3D utili per la progettazione e la prevenzione dei rischi. Ha raccontato alcuni progetti significativi, come il parco nell’area golenale del fiume Aniene a Roma, gli studi sul fiume Piave e l’analisi dell’alluvione che colpì il birrificio Carlsberg di Induno Olona, dove un evento meteorologico intenso provocò l’esondazione del torrente e l’allagamento dell’area produttiva.
Simone, invece, ha seguito un percorso universitario in Scienze della Terra, specializzandosi in risorse idriche e laureandosi nel 2023. Studia le acque sotterranee, cioè le falde che scorrono nel sottosuolo all’interno di strati di ghiaia, sabbia e argilla. Per analizzare il territorio utilizza pozzi e piezometri: questi ultimi sono strumenti che permettono di misurare il livello e la pressione dell’acqua sotterranea. Più piezometri vengono installati, più è possibile ricostruire in modo preciso la struttura del sottosuolo e creare carte piezometriche, fondamentali per capire come si muove l’acqua. Simone ha raccontato anche un progetto sul torrente Firidolfo, dove ha utilizzato traccianti fluorescenti non tossici per seguire il percorso dell’acqua e studiarne la velocità e la direzione.
Luca, ingegnere ambientale, ha illustrato un problema concreto riguardante la strada provinciale che collega Varese a Brinzio. I corsi d’acqua che la attraversano trasportano molto materiale solido che finisce nei tombini, ostruendoli e impedendo il corretto deflusso dell’acqua durante le piogge intense. Per risolvere la situazione, Luca ha collaborato con un’associazione di Parma e con il Comune di Varese, utilizzando fondi dell’Unione Europea. Il suo intervento ha migliorato la sicurezza stradale e la gestione delle acque meteoriche.
Infine, Martina ha raccontato il suo percorso: Liceo delle scienze applicate a Pistoia, Laurea triennale in Scienze forestali e ambientali e magistrale in Scienze e tecnologie dei sistemi forestali. Dopo varie esperienze, tra cui una collaborazione con l’Università dell’Insubria, oggi lavora con Idrogea. Ha messo in evidenza che una laurea in Scienze forestali permette di lavorare in molti ambiti: tutela della biodiversità, gestione del territorio, ricerca, consulenza, filiera del legno e gestione forestale. Nel suo lavoro utilizza strumenti come l’ipsometro digitale per misurare l’altezza degli alberi e la trivella di Pressler, che permette di estrarre una “carota” di legno per analizzare gli anelli di accrescimento e determinare l’età dell’albero. Utilizza anche software come GIS e AutoCAD per creare mappe e progetti. Ha illustrato inoltre il significato della “martellata”, cioè la segnatura degli alberi da tagliare con bollini colorati. Martina ha partecipato anche a un progetto europeo che studiava gli effetti della siccità e dei colpi di calore su una specie vegetale tipica del territorio, analizzando come il cambiamento climatico influisca sulla salute delle foreste.
L’incontro con Idrogea ha permesso alla classe di scoprire quanto siano varie e affascinanti le professioni legate all’ambiente. Geologi, ingegneri, forestali e tecnici collaborano ogni giorno per comprendere il territorio, proteggerlo e progettare soluzioni sostenibili. Gli studenti hanno potuto vedere come percorsi di studio diversi possano convergere in un unico obiettivo: prendersi cura del pianeta e delle comunità che lo abitano, comprendendo che il futuro dell’ambiente passa anche attraverso il lavoro e la passione di professionisti come quelli incontrati.
Il primo a presentarsi è stato Davide Fantoni, fondatore della società. Dopo aver frequentato il Liceo scientifico a Gavirate, era indeciso tra storia e geologia, ma alla fine ha scelto quest’ultima, diventando un geologo esperto del massiccio del Campo dei Fiori. Il suo racconto ha mostrato come la geologia sia un lavoro che richiede osservazione diretta, capacità di interpretare i fenomeni naturali e una profonda conoscenza del territorio.
A seguire ha parlato Gregorio, anche lui ex studente del Liceo scientifico di Gavirate e poi laureato in ingegneria. Oggi si occupa di idraulica, topografia e digitalizzazione del territorio, trasformando ambienti reali in modelli 2D e 3D utili per la progettazione e la prevenzione dei rischi. Ha raccontato alcuni progetti significativi, come il parco nell’area golenale del fiume Aniene a Roma, gli studi sul fiume Piave e l’analisi dell’alluvione che colpì il birrificio Carlsberg di Induno Olona, dove un evento meteorologico intenso provocò l’esondazione del torrente e l’allagamento dell’area produttiva.
Simone, invece, ha seguito un percorso universitario in Scienze della Terra, specializzandosi in risorse idriche e laureandosi nel 2023. Studia le acque sotterranee, cioè le falde che scorrono nel sottosuolo all’interno di strati di ghiaia, sabbia e argilla. Per analizzare il territorio utilizza pozzi e piezometri: questi ultimi sono strumenti che permettono di misurare il livello e la pressione dell’acqua sotterranea. Più piezometri vengono installati, più è possibile ricostruire in modo preciso la struttura del sottosuolo e creare carte piezometriche, fondamentali per capire come si muove l’acqua. Simone ha raccontato anche un progetto sul torrente Firidolfo, dove ha utilizzato traccianti fluorescenti non tossici per seguire il percorso dell’acqua e studiarne la velocità e la direzione.
Luca, ingegnere ambientale, ha illustrato un problema concreto riguardante la strada provinciale che collega Varese a Brinzio. I corsi d’acqua che la attraversano trasportano molto materiale solido che finisce nei tombini, ostruendoli e impedendo il corretto deflusso dell’acqua durante le piogge intense. Per risolvere la situazione, Luca ha collaborato con un’associazione di Parma e con il Comune di Varese, utilizzando fondi dell’Unione Europea. Il suo intervento ha migliorato la sicurezza stradale e la gestione delle acque meteoriche.
Infine, Martina ha raccontato il suo percorso: Liceo delle scienze applicate a Pistoia, Laurea triennale in Scienze forestali e ambientali e magistrale in Scienze e tecnologie dei sistemi forestali. Dopo varie esperienze, tra cui una collaborazione con l’Università dell’Insubria, oggi lavora con Idrogea. Ha messo in evidenza che una laurea in Scienze forestali permette di lavorare in molti ambiti: tutela della biodiversità, gestione del territorio, ricerca, consulenza, filiera del legno e gestione forestale. Nel suo lavoro utilizza strumenti come l’ipsometro digitale per misurare l’altezza degli alberi e la trivella di Pressler, che permette di estrarre una “carota” di legno per analizzare gli anelli di accrescimento e determinare l’età dell’albero. Utilizza anche software come GIS e AutoCAD per creare mappe e progetti. Ha illustrato inoltre il significato della “martellata”, cioè la segnatura degli alberi da tagliare con bollini colorati. Martina ha partecipato anche a un progetto europeo che studiava gli effetti della siccità e dei colpi di calore su una specie vegetale tipica del territorio, analizzando come il cambiamento climatico influisca sulla salute delle foreste.
L’incontro con Idrogea ha permesso alla classe di scoprire quanto siano varie e affascinanti le professioni legate all’ambiente. Geologi, ingegneri, forestali e tecnici collaborano ogni giorno per comprendere il territorio, proteggerlo e progettare soluzioni sostenibili. Gli studenti hanno potuto vedere come percorsi di studio diversi possano convergere in un unico obiettivo: prendersi cura del pianeta e delle comunità che lo abitano, comprendendo che il futuro dell’ambiente passa anche attraverso il lavoro e la passione di professionisti come quelli incontrati.
Alice Picheca (3ALav)