mercoledì 6 giugno 2018

Commiato del professor Catalioto

Trovo questo tipo di commiato più vicino alle mie corde e più consono a quello che sono stato in questi anni di presenza (non posso dire "discreta") nel nostro Liceo. 

E' questo un saluto che rivolgo alla mia scuola d'elezione, che mi ha formato negli anni '60 (del secolo scorso...ah...ah!) e che mi ha ri-accolto come insegnante trent'anni più tardi. 

Il Liceo è stata la mia casa per tanto tempo, è innegabile, ed è stata – penso di non affermare nulla di straordinario – anche la mia famiglia. 

Il mio abbraccio ideale va innanzitutto a tutti i miei studenti, del presente e del passato. C'è stato tra di loro qualcuno di speciale, come a tutti capita di incontrare talora nella vita, con il quale per vari motivi si è creato un rapporto singolare ed indelebile – perchè non ammetterlo? Sono altrettanto convinto e dunque sincero nell'affermare però che tutti, in questo luogo centrale nella mia vita, sono stati unici: da chi, pur conoscendomi solo di vista, mi saluta educatamente sulle scale (cosa non scontata), a colui con il quale scambio mails sul significato di una particolare poesia o sull'improbabile interpretazione di qualche personaggio della letteratura inglese, piuttosto che sul che cosa sia meglio fare (che responsabilità!) per il suo proprio futuro universitario.

Sono forse conosciuto (e chiacchierato) per i miei borbottii e rimbrotti (to say the least of it!) e – appunto – per le mie "sclerate" pro-silenzio nei corridoi, nonchè... ne sono certo, per i mie fragorosi starnuti.

Mi piacerebbe essere ricordato anche come chi si è accanito con i più grandi per far comprendere la ricchezza, la profondità e le verità di cui i grandi autori (non solo della letteratura) ci hanno fatto dono. E' forse questo il luogo in cui chiedere scusa per i modi più o meno ortodossi con cui ho insistito con molti nel chiedere di sfruttare ogni singolo momento che la scuola offre per arricchirsi e crescere. Grazie a tutti coloro che mi hanno dato il loro benevolo consenso. 

Grazie ai tantissimi che mi hanno insegnato qualcosa, grazie a coloro che mi hanno fatto sorridere per le loro ingenuità, a coloro che mi hanno fatto incuriosire, a  coloro che ho ammirato perché più acuti o profondi di me, a coloro ... quanti! ... che mi hanno fatto (in.....) diventare inquieto. Mi hanno dato un motivo in più per giungere in via Lugano ogni giorno della settimana. Grazie ragazzi! 

A tutti i miei colleghi presenti e passati, ai quali (it goes without saying!) lascerò un enorme vuoto in Collegio Docenti, e coi quali ho collaborato negli ultimi 20 anni, a tutto lo staff di Segreteria, alla strana insostituibile coppia della Sala Stampa (oltre al prezioso "helping hand"), ai pazientissimi collaboratori scolastici, alla Preside ed a chi l'ha preceduta, rivolgo analogo, sincero ringraziamento.

CUSOON. Cata(lioto)