mercoledì 14 marzo 2018

Il Sereni nel Web

Come tutti sappiamo, dalla classe terza in poi abbiamo l’obbligo di prendere parte al progetto "alternanza scuola-lavoro".
Quest’anno la mia classe è stata interessata ad un nuovo progetto ("Giovani pensatori") a cui aveva già preso parte l’attuale 4A. Il progetto, abbastanza articolato, prende in considerazione il patrimonio artistico e le modalità per conoscerlo attraverso metodi alternativi rispetto al solito libro di testo. Infatti, nella prima fase del progetto, abbiamo seguito delle lezioni con la prof.ssa Tiziana Zanetti (collaboratrice agli studi di ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria) che ci ha aperto un mondo su quelle che sono le norme di tutela e di reato per quanto riguarda il patrimonio artistico. Ciò ha portato poi ad una fase successiva del progetto: una conferenza all’università, a cui erano presenti i professori Fabio Minazzi, Stefania Barile, Antonio Orecchia e Maxime Durand.
Il tema era: Assassin’s Creed Origins.

Lo so, sembra assurdo, ma è andata proprio così! Infatti, un metodo efficace (MA NON ALTERNATIVO) per studiare la storia sembrerebbe quello di giocare ai video games, in particolare a questo, che ha la funzione di documento e non, appunto, di alternativa. Il documento infatti è fondamentale per lo studio di questa materia.

Il video gioco ci viene spiegato successivamente come se fosse un vero e proprio libro, analizzandone il contenuto, le funzioni e le caratteristiche principali. Prima di ciò, però, i Proff. Orecchia e Barile ci hanno dato un input su ciò che è la storia e quanto è importante. Successivamente Debora Ferrari e Luca Traini ci hanno spiegato il successo del video game. Il gioco è stato presentato alla biennale di Venezia nel 2011, dove è stato scoperto e apprezzato da tutti. Attraverso poi varie mostre e presentazioni, ha acquistato ancora più notorietà. 
Ma perché è piaciuto così tanto? Semplicemente perché è diverso. Infatti è il primo e unico video gioco che mette in scena la lotta tra Iran e Afghanistan (situazione attuale e molto delicata), la terza crociata (conosciuta forse solo dai prof. di storia), la rivoluzione francese e addirittura il Basso Medioevo in Firenze; l’ultima ‘’edizione’’ riguarda l’antico Egitto, dove è presente anche la famosa Biblioteca di Alessandria. Il gioco quindi ha come ambientazione non i soliti luoghi più conosciuti, come le zone degli Stati Uniti o dell’Inghilterra, ma ambienti studiati per dare la possibilità al giocatore di immergersi in un determinato periodo storico.
Per quanto riguarda l’ultima edizione, ce ne parla Maxime Durand (che a sorpresa parlava in inglese, in quanto canadese) rappresentante degli ideatori della nuova uscita.


Ci ha spiegato che alla base del gioco c’è ovviamente uno studio approfondito dei documenti che è fatto con l’aiuto di studiosi specializzati. Nel gioco sono presenti tour guidati in cui il giocatore può acculturarsi il più possibile su quello che sta vedendo e quindi imparare qualcosa. Ci spiega che è stato fatto un esperimento: una classe è stata divisa in due e metà ha seguito la lezione con l’insegnante e metà ha giocato. Poi è stato fatto un test. Risultato? La conoscenza su quel determinato momento storico era passata, per quelli che avevano giocato, dal 21% al 41%. Gli altri sono passati dal 22% al 53% (per via dell’insegnate che, mentre spiegava, sottolineava i punti fondamentali).

Alla conferenza erano presenti anche altri ragazzi del Sereni, in particolare la classe 4A e le prof.sse Elma Bandiera e Silvia Sonnessa.

Che dire? Giocate e acculturatevi ragazzi!

Alessia Maselli, 3AL.