mercoledì 8 novembre 2017

Il Premio Piero Chiara alla carriera 2017

Il 15 ottobre  sono stata invitata al Teatro Sociale di Luino a seguire una conferenza tenuta da Claudia Donadoni e Luca Crovi con ospite Valerio Massimo Manfredi, a mio parere uno dei più grandi scrittori di letteratura storica. Infatti, proprio quel giorno, all’autore è stata conferito il Premio "Piero Chiara" alla carriera per il 2017. Poter assistere a questa intervista è stata, per me, una delle esperienze più belle; sono sempre stata appassionata di lettura storica e poter sentir parlare il maestro è stato un onore.

La conferenza è iniziata proprio con l'intervista di Luca Crovi al Professor  Manfredi, al quale è stato chiesto in che modo e in che occasione avesse iniziato la sua carriera letteraria. Egli ha spiegato di aver iniziato a lavorare per questioni familiari: infatti tutto ciò che guadagnava era per suo padre. Ha iniziato collaborando con la casa editrice bolognese Malipiero: la proprietaria Viscardi, oggi signora Panebianco (editore del Corriere) gli propose di scrivere una collana ambientata nel mondo antico; Manfredi, non del tutto convinto, tornò a casa, aprì un testo di Erodoto, soffermandosi sulla descrizione delle Termopili e scoprendo che i 300 in realtà erano 298, e scrisse così il suo primo libro: “Lo Scudo di Talos”.
I suoi studi di archeologia e storia lo portarono ad adorare i due pilastri della letteratura, l’Odissea e l’Iliade, che presentano tematiche che vengono poi riprese da Virgilio e attraverso Virgilio da Dante, inestimabili autori conosciuti in tutto il mondo. 
Non starò a raccontarvi tutta la sua vita né tanto meno l’origine di tutte le sue opere, però questo ci tengo a raccontarvelo: conoscete la trilogia di Alessandro Magno? Ecco, a dire la verità Manfredi non ha mai avuto una particolare passione per Alessandro, ma era un periodo in cui Christian Jacq aveva avuto un grande successo con il suo romanzo “Ramses”, vendendo tre milioni di copie, e gli editori volevano riprovarci; chiesero quindi a Manfredi di scegliere un grande personaggio dell’antichità; a lui non piaceva scrivere riguardo ai grandi personaggi, ma scelse Alessandro. Il suo editore, Vittorio Franchini, lo portò subito dal professor Gian Arturo Ferrari che accettò; Manfredi non era convinto, disse a Franchini che sarebbe andato in montagna per dieci giorni e avrebbe cominciato a scrivere: se dopo quei dieci giorni scrivere su Alessandro lo avesse appassionato, lo avrebbe pubblicato. In dieci giorni scrisse cento pagine. L’opera fu tradotta in 39 lingue e 75 paesi: pazzesco!

Alla fine della conferenza, caratterizzata da profonde riflessioni sulla vita di Manfredi e sui suoi studi, vi è stato un ringraziamento da parte del Sindaco di Luino e del Vicesindaco di Varese; infine, all’autore è stato consegnato il premio Piero Chiara da parte dell’organizzatrice dell’evento, Bambi Lazzati, e del fondatore del premio, Romano Oldrini.
Vorrei concludere dicendo che la storia, ragazzi, è bellissima e quando ve ne renderete conto non ne potrete fare più a meno.Tutto ciò che ci circonda è storia, pensateci: anche solo per come chiamiamo gli oggetti, o tutto ciò che studiamo è pervenuto dal passato. Ogni giorno che viviamo entra a far parte della nostra storia. Non bisogna guardarla solo come una serie di date e personaggi, ma sentirsi parte integrante di essa.

Prossimamente, verso marzo, uscirà il nuovo romanzo di Valerio Massimo Manfredi: voi che fate, non lo comprate?

Chiara Oddone (3B)