mercoledì 25 ottobre 2017

Dialogando con Antonia Pozzi attraverso fonti autografe, fotografiche e filmiche

L’Alternanza scuola-lavoro presso il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”

Dal 12 al 23 giugno abbiamo seguito un percorso di Alternanza scuola-lavoro presso il Centro di ricerca dell’Università dell’Insubria di Varese incentrato sulla poetessa Antonia Pozzi. In questi dieci, ricchi, giorni abbiamo viaggiato tra la vita e le passioni di Antonia andando oltre la copertina e il titolo del soggetto e consumando le pagine lette. Uscendo dai binari del semplice lavoro scolastico, che prevede una oggettiva e fredda ricerca sull’operato di un intellettuale, abbiamo cercato di interpretare qualunque verso o frase come risposta alla domanda “cosa ha prodotto?”. Un’indagine di questo tipo risulterebbe nulla in assenza di una ricostruzione della biografia intellettuale della poetessa milanese che risponda all’ulteriore quesito “chi è Antonia?”. Così attraverso l’analisi della Biblioteca privata, la trascrizione e la lettura ragionata di alcuni autografi manoscritti (poesie e pagine di diario) nonché il confronto con le fotografie conservate in Archivio è stata avviata una riflessione sulla poetessa la cui personalità si forma nella tensione tra il contesto politico-familiare fascista e l’ambiente universitario milanese degli anni Trenta del Novecento. Inoltre la visita all’Archivio “Vittorio Sereni” di Luino, in collaborazione con la dott.ssa Tiziana Zanetti (esperta in beni culturali), ci ha permesso di scoprire le tracce di Antonia e Vittorio nei rispettivi lasciti autografi e così riportare alla luce il loro breve ma sincero dialogo di amicizia e di intenso confronto critico.


Questa indagine tra le fonti dirette e indirette ci ha così fornito una serie di materiali-stimolo per la formulazione di un’ipotesi di lavoro, il cui approfondimento ha trovato una concreta realizzazione nell’elaborazione di due powerpoint dal titolo: Dialogo con l’io di Antonia. Un conflitto interiore trasmesso alla forza redentrice della parola, Antonia e il Ventennio. Queste presentazioni sono state illustrate e discusse l’ultimo giorno insieme alla tutor, la dott.ssa Elisabetta Scolozzi.

Il percorso è stato interessante soprattutto perché abbiamo approfondito la personalità psicologica ed emotiva di Antonia non solo in riferimento alla vita e alle opere - la sua anima emerge in ogni sua poesia e in ogni suo scatto fotografico -, ma anche in relazione al contesto storico: due aspetti che molto spesso, durante le lezioni scolastiche, vengono considerati di minore importanza o addirittura tralasciati. Abbiamo particolarmente apprezzato sia il dialogo come metodo di insegnamento, poiché dal confronto si possono comprendere molteplici punti di vista, sia il lavoro di gruppo che costringe a trovare una soluzione e una via intermedia tra due posizioni opposte. Elettrizzante quanto soddisfacente è stato anche il lavoro svolto direttamente sulle fonti archivistiche e non a partire da Internet: poter toccare, guardare la biblioteca, leggere le opere manoscritte, le foto, le poesie, i diari per poi estrapolare le informazioni e rielaborare i concetti.

Inoltre particolarmente significativo è stato l’approccio con la poesia. La formazione scolastica ci permette di conoscere la poesia a livello formale, ma c’è differenza fra teoria della poesia e poesia in sé: la poesia vera è tutt’altro.

Infine possiamo affermare che a livello comportamentale siamo cresciuti rendendoci responsabili e indipendenti in quanto il rispetto dell’orario e delle scadenze, la puntualità, l’elaborazione, la collaborazione, l’ascolto, la partecipazione, il lavoro a casa ci hanno avvicinato alle richieste di un ambiente lavorativo.

Un caloroso consiglio ai futuri studenti di prendere in considerazione questo percorso.

A cura di Giovanni Grana (4E), Giulia Montorsi (3A), Marwa Sahnoune (3C), Francesca Taccolini (3BL)