Un nuovo anno scolastico porta con sé aspettative, sfide e nuove opportunità. Ma quali sono le prospettive per il nostro Istituto? E quale ruolo dovrebbe avere la scuola in una società in continua evoluzione?
Per rispondere a queste domande, abbiamo incontrato il nostro Dirigente Scolastico, che come ogni anno, ci racconta le sue aspettative.
Un dialogo che ci invita a guardare alla scuola non soltanto come luogo di studio, ma anche come spazio di crescita, confronto e scoperta, nel quale la curiosità rimane il motore fondamentale per continuare a imparare e a crescere.
1. Quali sono le Sue aspettative per questo nuovo anno scolastico?
Il nuovo anno scolastico si apre con un auspicio fondamentale: ritrovare la serenità. Viviamo in un periodo complesso, segnato da tensioni globali, problematiche economiche e notizie difficili che arrivano ogni giorno anche vicine a noi. Per questo motivo, il mio desiderio più grande è che la scuola possa diventare un vero e proprio punto di riferimento, un luogo sicuro in cui gli studenti possano godere di un clima sereno e accogliente. La scuola ha molto bisogno di questo respiro di tranquillità per permettere a tutti di vivere al meglio il proprio percorso di crescita.
2. A Suo parere, quale sarà la sfida più importante che la nostra scuola dovrà affrontare quest’anno?
La sfida centrale di quest’anno riguarda l’innovazione e il rapporto con le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, senza però perdere la propria identità.
Da un lato bisogna evitare di rimanere immobili o legati a schemi rigidi; dall’altro, non sono d’accordo con la proposta ministeriale di dare il nome “Liceo” agli Istituti tecnici e professionali.
Il Liceo si fonda sul lavoro, sul pensiero e sulla riflessione critica, a differenza degli Istituti tecnici e professionali che curano maggiormente l’aspetto pratico e l’ingresso immediato nel mondo del lavoro. L’attività intellettuale è un valore unico che va difeso: studiare in un Liceo significa coltivare la mente, mantenendo un equilibrio tra tradizione e modernità, evitando etichette o svalutazioni verso qualsiasi tipo di percorso di studio.
3. Quali cambiamenti si augura di vedere nella nostra scuola entro la fine dell’anno? Sono previsti nuovi progetti o iniziative che coinvolgeranno gli studenti durante quest’anno?
Auguro all’Istituto di continuare sulla via intrapresa lo scorso anno. In relazione alla realtà in peggioramento del mondo che ci circonda, sarebbe già un ottimo risultato. Durante l’anno avranno un ruolo importante le attività pomeridiane e il progetto relativo al piano estivo. Contrariamente a quanto temuto, nonostante l’aumento giornaliero delle ore scolastiche, non si è registrato un calo di adesioni alle attività extrascolastiche proposte.
Un’ulteriore iniziativa riguarda il totale rifacimento dei bagni di tutto l’Istituto e il tanto atteso arrivo delle fontanelle di acqua potabile. Non meno importante è il progetto con il centro sportivo “Le Betulle”. I lavori di restauro e manutenzione della palestra dureranno tutto l’anno scolastico; per questo è stata necessaria la collaborazione con una struttura vicina alla sede di Luino.
Devo però confessare un riscontro negativo da parte di alcune classi, alla proposta delle lezioni di nuoto sostitutive alle ore di scienze motorie. Ciò mi ha spinto ad una riflessione che colpisce ognuno di noi: forse nell’era del digitale, il corpo non è “letto” nella maniera corretta, ma viene anzi mercificato. Troppo spesso, soprattutto tra i giovani, sono diffusi alcuni standard estetici che incrementano le insicurezze di molti. È forse questo che ha causato il malcontento rispetto alla nuova attività? Forse, proprio quest’ultima può diventare un’opportunità per renderci conto che è la nostra diversità a renderci unici. Nessuno di noi deve essere giudicato secondo canoni di bellezza ormai intrinsechi nella nostra società, basata troppo spesso solo sull’apparenza.
4. Se per un giorno tornasse a essere uno studente di questa scuola, cosa apprezzerebbe e cosa vorrebbe cambiare?
Come probabilmente ogni adulto con un briciolo di nostalgia, vorrei tornare uno studente affamato di sapere. Ricordo con nostalgia il tempo trascorso con i miei amici dietro i banchi di scuola. Nonostante ciò sono rammaricato nei confronti di voi studenti odierni: la realtà in cui viviamo è carica di pressioni, non soltanto personali, ma anche internazionali. Credo che essere adolescenti significhi, non solo far fronte a mille impegni ed attività, ma anche conservare del tempo per esprimere se stessi. Spesso questa cura del proprio io passa in secondo piano a causa della freneticità a cui ormai siamo abituati.
5. In che modo vorrebbe favorire una partecipazione più attiva degli studenti alle decisioni che riguardano la vita scolastica?
In primo luogo, ritengo che il lavoro dei rappresentanti di istituto degli studenti sia fondamentale e, più che introdurre nuovi strumenti, mi piacerebbe che questo ruolo venisse valorizzato sempre di più. I rappresentanti, infatti, svolgono una funzione fondamentale, poiché possono dare voce a esigenze e problematiche che, non vivendo in prima persona, rischieremmo di non cogliere.
In secondo luogo credo sia importante abituarsi a una partecipazione democratica, dove gli studenti possano continuare a confrontarsi e interagire con i loro rappresentanti, esprimendo la propria opinione e verificando che gli impegni presi in carico vengano rispettati. Se eleggo qualcuno perché mi rappresenti, devo anche avere la possibilità di rivolgermi a lui, dirgli quando sta facendo bene il proprio lavoro, ma anche fargli presente quando qualcosa non funziona: è questa la strada migliore per raccogliere i bisogni comuni e portarli all’attenzione della scuola efficacemente.
6. In conclusione, qual è l'augurio che desidera rivolgere a studenti, docenti e famiglie per questo nuovo anno scolastico?
Ci aspetta un anno scolastico ricco di novità e cambiamenti. Tra questi, di fondamentale importanza ci saranno la ristrutturazione dei bagni e l’installazione delle tanto attese colonnine per l’erogazione dell'acqua potabile, progetti che diventeranno realtà a breve.
Al di là delle novità concrete, però, suppongo che l’unico vero augurio che chi dirige una scuola possa fare sia che rimanga sempre viva la voglia di imparare in ciascuno studente: non dobbiamo essere né noi adulti né voi ragazzi a metterla a tacere. Ho 56 anni e ancora oggi, quando mi trovo faccia a faccia con qualcosa di nuovo, sento in me il desiderio di capire di cosa si tratti. Bisogna ricordarsi che è la curiosità a mantenere accesa la fiamma che c’è in noi: chi continua a voler conoscere non smette mai di crescere. Al contrario, perdere completamente l’interesse per ciò che ci circonda significa aver smesso di farlo. Per questo, il mio augurio è che non rinunciate mai a porvi domande. Bisogna cercare risposte che vi soddisfino e osservate il mondo che vi circonda con interesse e apertura.
Con il presente articolo, ringraziamo il Dirigente per la disponibilità e auguriamo a tutti buon anno scolastico!
Eva Gentili, Camilla Mentasti e Giulia Musumeci (4B)
