GO FOR IT! Il coraggio di partire

Prendete una valigia, riempitela di curiosità, voglia di imparare e un pizzico di ansia da pre-partenza e decollate verso un nuovo mondo. Questo è stato l’inizio della mia vacanza studio di due settimane a Oxford e di altri 59 studenti. Inutile negarlo, il timore iniziale è inevitabile, così come il senso di spaesatezza che attanaglia lo stomaco quando ti rendi conto di essere così lontano da casa e dalle tue abitudini. La bella notizia è che presto tutto viene cancellato dalla curiosità e dalla fame di conoscere il luogo e la host family.

Sebbene molto lontani dall’Italia e dai nostri affetti, siamo riusciti tutti a sentirci a casa. Diversamente è stato a scuola, dove tutto era davvero un’altra cosa! Abbiamo dimenticato le lezioni formali, con libri polverosi e orari rigidi: divisi in quattro classi basate sul livello, ognuno di noi ha potuto cimentarsi in attività coinvolgenti pensate apposta per noi. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare degli autoctoni e studiare la cultura attraverso sondaggi formativi, abbiamo potenziato le nostre abilità di speaking e listening, confrontandoci con docenti che non sapevano nulla dell’Italia e della nostra lingua. Per questo la scuola non è stata solo un mezzo di apprendimento ma una vera e propria condivisione di culture differenti. Devo ammettere però, che per molti di noi, la condivisione interculturale non è stata rosea per quanto riguarda il cibo e perciò, fin dal primo giorno, la mancanza dei pranzetti della nonna si è fatta decisamente sentire.

Il vero valore aggiunto della nostra esperienza è stato però tutto ciò che avveniva dopo le lezioni. Il tempo trascorso tutti insieme è stata la vera ricchezza che, credo, ognuno di noi si porterà nel cuore a lungo.

Abbiamo avuto la possibilità di visitare Cambridge, Stonehenge, Bath, Londra e infine Oxford che ormai ha un posto nel cuore di ognuno di noi. Ci siamo immersi in attività tipiche come il punting (tipica navigazione sui barchini lungo il Tamigi) e didattiche come la visita a numerosi college locali. Non sono mancati nemmeno i momenti di divertimento: uno strepitoso pomeriggio al bowling e 4 serate organizzate dalla scuola con musica, karaoke e una grigliata per tutti!

Cosa mi porto a casa da questa esperienza? Probabilmente (spero) delle migliori valutazioni in inglese (perché si, non serve necessariamente eccellere per riuscire a comunicare e migliorare le proprie abilità) e sicuramente un’immensa dose di autonomia. Gestire in autonomia tutti gli spostamenti, gli orari e le attività nel tempo libero è stato decisivo nel mio personale percorso di crescita. Sicuramente anche per gli altri. La distanza e il ritorno ad una vita normale non possono separare i legami che si sono formati tra di noi e con le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino.

Se desiderate sperimentare un’esperienza simile il mio consiglio è: buttatevi o come direbbe la mia host mum “Go for it!”. Non permettete mai all’ansia e alla paura di ostacolare il vostro percorso, qualunque esso sia. Non c’è tempo per fermarsi. L’occasione è qui oggi e domani non si sa. Provateci e credete a una studentessa qualunque con l’ansia da prestazione: andrà tutto bene, il mondo ha un posto per ognuno di voi e non deve essere per forza nella propria comfort zone. 


Devo però mettervi al corrente di un effetto collaterale… al ritorno potreste cadere nella nostalgia di questo viaggio e non riuscire a svuotare la memoria del telefono perché riempita dalle migliaia di ricordi costruiti e immortalati.

Ringraziamo la scuola con il Dirigente David Arioli per questa opportunità e i docenti accompagnatori che si sono impegnati a rendere questa esperienza davvero magica: Saverio Moretti, Fabio Zanin, Silvia Sonnessa e Gabriele Busnelli.

Buon viaggio, qualunque esso sia e vento in poppa per questo nuovo anno scolastico!

Giulia Musumeci (4B)