Perchè l'intelligenza artificiale salverà il mondo

 "Oh vita! di tante ricorrenti,

Di stolti tra me, e chi più di me infedele?

Di occhi ansimanti che vedo attorno a me,

Di anni inutili e vacui degli altri, e di me intrecciato con gli altri,

La domanda, ahimè! così triste, ricorrente –

Cosa vi è di buono in tutto questo, ahimè, oh vita?

Risposta:

Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità,

Che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un verso."

 

Diceva Walt Whitman, diceva Robin Williams ne “L’attimo fuggente”.

Questo potente spettacolo che viene rovinato ogni giorno, da decisioni umane e razionali, da esseri pensanti. Perché in fondo, se tutti usassimo l’intelligenza artificiale, saremmo tutti più intelligenti. Moduli poco pensanti, abituati ad eseguire. Niente piú infauste decisioni su che calzino indossare, su quale autobus dover prendere, su che parole usare. 


L’IA, sappiamo tutti, si basa su algoritmi, non è davvero intelligente, non sa creare un ragionamento. Ma noi saremmo tutti, con questo nuovo modo di vivere, saremmo veramente piú intelligenti. Ci sarebbero delle vittime. L’arte e la letteratura, distrutte. O meglio. Gli artisti e i poeti. 

D’altronde quello che ci differenzia in quanto esseri umani rispetto agli animali non è il raziocinio o l’intelligenza. È l’esatto opposto. È la totale pazzia che è l'arte. Non che non ci sia razionalità nell'arte, anzi. Ma cosa porta qualcuno a seguire e ribaltare schemi e metodi usati per secoli? Quale pazzia più grande se non quella del poeta o dell'artista? Ore e ore perse, nel rincorrere un sogno disperato di essere e apparire insieme. 

La nostra propensione all'arte è una vera e propria perdita di tempo. Trovate una sua utilità, provateci. 

Serve al funzionamento necessario della società umana? No. Quindi è una mera e inutile perdita di tempo.

Non che l'arte sia totalmente inutile, è l'inutilità dell'artista che noi tutti dobbiamo combattere. Lasciamo l'arte in pasto all'IA, lasciamo l'IA banchettare con i secoli di storia che abbiamo creato e lasciamogli creare qualcosa. Lasciamola tagliare, perché l'IA non può creare. Niente di nuovo, ma qualcosa di utile. Così come diceva Aristotele, il potere catartico del teatro e dell'arte in genere si rivela fondamentale, impossibile da sradicare. Quindi via libera a immagini, foto, film e pure ai libri e soprattutto temi di italiano. Quanto tempo sottratto ai più utili esercizi di fisica o a reazioni di chimica! 

Che poi la vita, lasciata all'intelligenza artificiale, sarebbe uno spettacolo più interessante di quello odierno. Niente piú occhi ansimanti, niente piú anni inutili! Decisioni già fatte in scala, purché se io o te chiediamo la stessa cosa, l'IA risponde nel medesimo modo. 

Impariamo ad usarla, mi raccomando, non diciamo che sia inutile! Che errore! Niente piú poeti, che si abbandonino in massa le facoltà di lettere, che chi vuole dipingere smetta subito. Chiudete i tubetti di colori ai bambini, mettete loro in mano un manuale di matematica. 

Lasciamo all'IA le nostre scelte di vita, trasformiamoci per la prima volta in un’umanità coesa e unita, per azioni e per pensieri. Potremo contribuire tutti con un ritornello, a questo decantato spettacolo della vita!

Lasciamo all’IA l'arte, dedichiamoci tutti a medicina, ingegneria, chimica, fisica che così salveremo e miglioreremo la vita di altri, ma forse non la nostra.



Brambilla Pisoni Agnese